Page 523 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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lungamento e delle linee di comunicazione il Comando italiano modificò
         l'ordine di battaglia dislocando le forze aeree in tre settori: Est, comando
         a  Fuka;  Centrale,  comando a Sidi Califa;  Ovest, comando a Tripoli.  In
         linea vi erano 25  "Cant. Z-1007 bis", 34 "S-79" siluranti, 40 "CR-42"
         e 50 "G-50" assalto, 93 "MC-202", 46 "MC-200", 43 "G-50", 24 "Ca.
          311",  17  "Cant.  Z-501", 6  "Cant. Z-506",  14 "Ghibli", per un totale
          di 392 velivoli efficienti. A Marsa Matruh era stata creata la IV Delega-
          zione Intendenza per alimentare direttamente i reparti avanzati, mentre
          era stata potenziata la III Delegazione in vista della grande importanza
          del porto di Tobruk; inoltre si era provveduto a trasportare nelle zone avan-
          zate  notevoli  quantità di  carburante,  di munizioni e di materiali vari.

              Nel piano di battaglia, Montgomery aveva assegnato all'aviazione un
          ruolo determinante e dottrinalmente corretto: conquistare gradualmente
          la superiorità aerea e poi il dominio dell'aria entro il23 ottobre e, quindi,
          all'alba di questo giorno effettuare attacchi di sorpresa sugli aeroporti ne-
          mici, per distruggere al suolo le forze aeree ivi dislocate e, in modo parti-
          colare,  impedire la  ricognizione aerea  nemica.
              n 22 settembre 1942 Rommel cedette il comando al generale G. Stum-
          me e rientrò in Germania per un periodo di cure. Il 3 ottobre il secondo
          informò il maresciallo  Cavallero  che le  attività terrestri  ed aeree inglesi
          facevano presagire un'offensiva e perciò era necessario provvedere subito
          ai rifornimenti già richiesti.  Il  19 l'aviazione inglese bombardò i campi
          nella zona di el-Daba (caccia tedesca) con 100 velivoli nell'arco di 24 ore.
          Le crociere di vigilanza della caccia inglese impedirono la ricognizione ae-
          rea italo-tedesca delle operazioni di radunata delle forze  terrestri inglesi
          e le protessero da eventuali attacchi aerei. Altri velivoli attaccarono il por-
          to di Tobruk ed altri porti minori, bombardieri diurni e caccia-bombardieri
          colpirono obiettivi terrestri, colonne in marcia e depositi, con qualche in-
          cursione sui  campi  avanzati  dell'Asse.
               Dall'alba del 19 al tramonto del23 ottobre, l'aviazione inglese effet-
          tuò 2209 sortite, con una media di 490 sortite ogni 24 ore.  Nella notte
          tra il 23  e il 24 ottobre la  R.A.F.  effettuò attacchi a bassa quota con la
          caccia notturna, disturbi alle comunicazioni radio tra i reparti corazzati
          italo-tedeschi mediante un velivolo "Wellington" appositamente attrezza-
          to (che lanciò anche falsi  paracadutisti e fumogeni per creare confusione
          nelle linee nemiche). Il 24 mattina il generale Stumme morì e Hicler ordi-
          nò  a Rommel di  rientrare immediatamente in Mrica e riprendere il co-
          mando. n Generale raggiunse in volo Tripoli, dopo essersi fermato a Roma
          per sollecitare l'invio  di  carburante,  di velivoli,  di truppe.


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