Page 520 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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"ME-109" e "JU-87". L'aviazione inglese disponeva di una forza aerea
stimata in 1300 velivoli in continuo aumento per l'apporto di bombar-
dieri e di caccia americani. Una superiorità quantitatiV'a e qualitativa no-
tevole alla quale si aggiungeva la maggior disponibilità di carburante e
possibilità di manutenzione dei velivoli, nonché la migliore efficienza psico-
fisica del personale. Nel frattempo anche l'esercito inglese era stato rin-
forzato con altre truppe e con 300 carri armati americani "Sherman" e
l 00 cannoni semoventi che portarono l'armamento inglese allivello di quel-
lo tedesco.
A differenza di quella inglese, che aveva riaffermato il ruolo "domi-
nante" del bombardamento strategico, l'aviazione dell'Asse era orientata
principalmente all'impiego tattico. La sua attività infatti fu esclusivamen-
te rivolta a contrastare l'azione aerea offensiva inglese, diurna e notturna,
sulle truppe e sui campi d'aviazione, ad intervenire contro concentramen-
ti di forze meccanizzate all'attacco o in fase di preparazione dell'attacco.
Azioni di bombardamento strategico furono effettuate soltanto dai
reparti tedeschi di stanza a Creta e, saltuariamente, da quelli italiani di-
slocati in Egeo. D'altra parte non vi era possibilità di incrementare i veli-
voli da bombardamento sul fronte egiziano, sia perché quelli tedeschi erano
impegnati in Russia e sia perché quelli italiani non erano strutturalmente
idonei per l'impiego in zone desertiche e contro l'agguerrita difesa aerea
inglese. Infine l'aviazione italiana disponeva di una riserva di carburante
pari a una settimana di operazioni.
Più o meno nello stesso periodo (dal 9 luglio ai primi di settembre)
il Comando Supremo italiano inviò altre truppe sul fronte russo e costituì
l' ARMIR (Armata Italiana in Russia). Il personale dei due gruppi di volo
fu sostituito da quello del 21° Gruppo C.T. e del 71° Gruppo O.A. e
furono inviati altri 12 "MC-202" per il primo e 12 "BR-20" per il secon-
do, più 8 velivoli "S-82" da trasporto. Il complesso aeronautico fu deno-
minato Comando Aeronautico Fronte Orientale (C.A.F.O.). Forze terrestri
ed aeree che sarebbero state molto più utili in A.S.I. (Africa Settentrionale
Italiana). Specialmente le seconde che erano destinate a restare inoperati-
ve ancora una volta per quasi tutto l'inverno estremamente rigido. I veli-
voli infatti non erano adatti ad operare nel clima russo, oltretutto ~enza
ricoveri adeguati, né predisposizioni tecniche per l'impiego di velivoli par-
cheggiati all'aperto. Inoltre gli specialisti non potevano eseguire in manie-
ra appropriata il lavoro di manutenzione e la preparazione dei velivoli
per il volo. La messa in moto dei motori era difficile, lunga e laboriosa,
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