Page 69 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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È naturale quindi, con quest'atteggiamento psicologico del vertice po-
litico strategico, la mancata costituzione di Stati Maggiori combinati e una
cooperazione bellica congiunta allo stato !arvale ed assicurata soltanto, pres-
so il nostro Stato Maggiore Generale, dal feldmaresciallo Kesselring (Co-
mandante tedesco del teatro meridionale: O.B.S.) e dagli Addetti Militari
dell'Ambasciata tedesca a Roma (generale von Rintelen, ammiraglio Wei-
chold e generale d'aviazione Wenninger).
Bisogna peraltro obiettivamente riconoscere l'assiduità (elevata fino
al settembre, poi tendente a scemare) con la quale questi Ufficiali presen-
ziarono alle riunioni che quasi giornalmente teneva il Capo di Stato Mag-
giore Generale, maresciallo Cavallero, per l'analisi della situazione e
l'adozione delle misure per farvi fronte < 4 ).
Delle 300 riunioni tenute nel 1942, infatti, 63 videro la partecipa-
zione di Kesselring, 112 quella di von Rintelen, 92 di Weichold, 154 di
Wenninger e 82 del tenente colonnello Schellmann (collaboratore di
Rintelen).
Sporadiche, e soltanto per le rare esigenze che lo richiedevano, furo-
no le presenze dei generali Rommel (per l'Africa settentrionale) e Student
(per Malta).
Questo presenzialismo non deve comunque illudere. Gli esponenti
tedeschi - quelli di spicco, cioè Kesselring e Rintelen - sia pure sposan-
do coscientemente gli intendimenti italiani in trasparente buona fede e
caldeggiandone contributi e sostegni, al minimo accenno contrario di Bi-
der tornavano precipitosamente sui loro passi adeguandovisi. È indubbio,
in ultima analisi, che i pur lodevoli intenti di collaborazione, risultando
minati nella loro essenza dall'acquiescenza e dal supino conformismo ai
desideri del dittatore tedesco, erano destinati a rimanere ad un perma-
nente stato potenziale, senza sbocchi costruttivi e privi di efficacia, quan-
do non addirittura fonti di disillusione, di sfiducia, di diffidenza e di
abbattimento psicologico.
Anche in questo campo, eminentemente tecnico, si ripeteva quindi
ciò che accadeva in quello politico di vertice: una formalità rispettosa e
(4) Dai verbali di queste riunioni, a testimonianza dell'importanza e delicatezza del pro-
blema dell'alimentazione delle nostre truppe disperse in sette scacchieri extrametro-
politani, risulta che esse attennero: 222 ai trasporti, 26 all'azione su Malta (fino all'l l
giugno), 20 ai convogli e alle scorte, 19 ai rifornimenti e soltanto 13 alle situazioni
operative.
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