Page 67 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Nulla di tutto questo nel campo dell'Asse.
I rapporti si traducevano in rarissimi incontri dei due dittatori ed
in qualche contatto epistolare: un incontro a Klessheim (Salisburgo) il 29
e 30 aprile 1942 e una serie di lettere che non raggiunse la decina in tutto
il 1942.
Se poi si vuole analizzare il contenuto di questi documenti per trarne
qualcosa di concreto, ci si imbatte per lo più in vaniloqui:, in enunciazioni
ideologiche di principio, in generalizzazioni teoretiche che si avvicinano
maggiormente a sterili esercizi di retorica piuttosto che a direttive politico-
strategiche.
Eccone alcuni passi esemplificativi.
Mussolini, il 29 dicembre 1941, riferiva ad Hitler che: "la battaglia
svoltasi in queste ultime settimane in Cirenaica è terminata senza vinti e vincitori''
(ma i britannici erano avanzati di 800 chilometri pervenendo al golfo del-
la Sirte!), e proseguiva perorando la necessità, "per permetterei di garantire
la Tripolitania e riprendere l'iniziativa", di affrontare "il problema delle basi
tunisine, assolutamente fondamentale", mediante la stipulazione di accordi con
la Francia.
Nella sua relazione sull'incontro con il Fiihrer a Klessheim il 29 e
30 aprile 1942, Mussolini annotò:
''racconto emozionante e drammatico della disavventura russa. Sbaglio dei
meteorologi che paragona ai teologi, entrambi inutili. Caduta improvvisa
della temperatura, giunta a 52 gradi sottozero. Napoleone soli 22. Consi-
dera la resistenza germanica nell'inverno come la pagina più gloriosa del-
la storia militare tedesca. Morti contenuti a 260 mila''.
Sui rapporti con la Francia, Hitler rassicurò Mussolini:
''Vi dichiaro che non farò mai la pace con la G. B. se non vi saranno resti-
tuite le vostre colonie dell'A. O., né con la Francia se non accoglierà levo-
stre rivendicazioni territoriali metropolitane e coloniali. La Tunisia è un
territorio ricco e d'altra parte solo col possesso di Bis erta voi siete padrone
del vostro spazio vitale che è il Mediterraneo, mentre il nostro è a Nord
e ad Est . .. . Io credo che la Provvidenza mi protegga. Almeno in due casi.
Se le mie truppe fossero giunte al Volga prima dell'inverno e là fossero state
sorprese, con oltre 2000 chilometri di spazio senza comunicazioni, noi avrem-
mo vissuto la più grande delle catastrofi. Un altro segno della benevolenza
della Provvidenza è stata la vostra campagna di Grecia, poiché se non
fosse stato cauterizzato il bubbone balcanico, non si può prevedere quali com-
plicazioni e quali pericoli si sarebbero avuti''.
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