Page 62 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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fronte orientale e ad el-Alamein e allo sbarco anglo-americano in Marocco
(Operazione "Torch").
a. Il problema di Malta
L'intervento in guerra del Giappone - sia pure scoordinato a livello
politico e strategico - ebbe benefici influssi nel Mediterraneo, del quale
la Gran Bretagna, impossibilitata a ripristinare le perdite subite negli oceani
Indiano e Pacifico, ci lasciò, soprattutto nei primi mesi dell'anno, il dominio.
Ne fanno fede il rinnovato flusso dei rifornimenti e la ripresa dell'i-
niziativa operativa con la V Campagna libica, che portò le truppe dell' As-
se nei pressi della città fortificata di Tobruk (febbraio 1942), e con la VI
Campagna, che le vide proiettarsi fino alla stretta di el-Alamein (aprile-
luglio).
Il fattore determinante, per questo dominio, era costituito dalla neu-
tralizzazione o dall'occupazione di Malta, dalla quale gli aerei britannici
bloccavano lo stretto di Sicilia imponendo consistenti allungamenti delle
rotte di rifornimento: fatto che, in carenza di carburante, comprometteva
l'effettuazione dei convogli.
Il maresciallo Cavallero, fin dall'assunzione del comando, aveva in-
dicato nella conquista dell'isola l'obiettivo prioritario per conseguire la
vittoria in- Africa.
Lo Stato Maggiore misto (italiani, tedeschi e giapponesi, questi ulti-
mi per le loro esperienze nelle operazioni anfibie: unico esempio di coo-
perazione militare congiunta da parte dell'Asse nella seconda guerra
mondiale) costituito per lo studio dell'operazione - codificata C3 - svolse
i suoi lavori con grande competenza. La dislocazione in Sicilia del II C.A. T.
(Corpo Aereo Tedesco) e la conseguente neutralizzazione di Malta ottenu-
ta con bombardamenti di intensità crescente, dal gennaio all'aprile 1942,
posero le basi indispensabili per l'operazione.
Gli studi dei singoli problemi dettero luogo a un progetto definitivo
in seguito al quale si prepararono i relativi mezzi, che furono imponenti
e interessarono non soltanto le Forze Armate italiane, ma anche quelle ae-
ronavali tedesche in Italia.
Nell'intenso lavoro di preparazione delle truppe per Malta emerse
come l'addestramento di tutto l'Esercito dovesse assumere un indirizzo più
consono alle nuove forme di guerra: il principio dell'assoluta prevalenza
della qualità sulla quantità, l'inverso di quanto i "passatisti" al vertice delle
Forze Armate avevano affermato fra le due guerre.
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