Page 60 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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destabilizzazione (Base) ed una doppia manovra esterna esercitata dall'Eu-
rafrica- attraverso il Caucaso, la Persia e Suez- e dall'Asia, attraverso
la Birmania.
Si doveva, quindi, coordinare le operazioni militari - non reputan-
do ancora possibili attività offensive statunitensi nell'area orientale asiati-
ca - al fine di sconfiggere la Gran Bretagna, costringendola a spostare
continuamente il proprio baricentro operativo ed a disperdere irrimedia-
bilmente le sue forze. Piano geniale e grandioso, senza dubbio, ma vinco-
lato alla completa neutralizzazione dell'Unione Sovietica.
Da questa concezione iniziale parti' dunque l'elaborazione dei piani
operativi per il 1942:
per il Giappone: espansione del suo sforzo ad occidente (Oceano In-
diano e Ceylon);
per la Germania e l'Italia: sforzo principale nel solo settore sud del
fronte orientale - stante la carenza di forze provocata dalle perdite
nella campagna del 1941 e dell'inverno 1942 -per forzare con una
branca il Caucaso e puntare agli scacchieri asiatici, sussidiato dal su-
peramento di Suez nel teatro africano e dall'acquisizione delle posi-
zioni britanniche medio orientali. L'altra branca, nel teatro russo,
doveva acquisire i territori petroliferi caspici e dirigere verso nord nel-
l'intento di avvolgere l'intera Armata Rossa.
Il concetto strategico - per quanto brillante nella sua visione - con-
teneva tuttavia in sé i germi della non fattibilità in quanto:
sottovalutava sia la capacità di ripresa degli Stati Uniti, che già assu-
mevano l'iniziativa nelle Midway (3-7 giugno 1942) infliggendo il pri-
mo grande insuccesso strategico ai giapponesi, sia la reattività e la forza
dell'Unione Sovietica:
mancava di lungimiranza strategica trascurando - nonostante le ri-
petute istanze dell'ammiraglio Raeder - il teatro mediterraneo, sol-
tanto attraverso il dominio o la sicurezza del quale poteva essere
positivamente sfruttato il teatro africano;
sopravvalutava, in un bilancio cervellotico tra esigenze e possibilità
- bilancio che dev'essere alla base di qualsiasi pianificazione - la
potenza germanica nel teatro orientale. Il fronte sud-tedesco in Rus-
sia, infatti, pur essendo contemplato che fosse da ripartire in due gruppi
di armate - uno settentrionale, diretto sul basso Volga per tagliare
i rifornimenti petroliferi, quindi nell'area caspica ed eventualmente
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