Page 63 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il destino  previsto  dell'operazione,  tuttavia,  non doveva  compiersi.
           Nonostante le perorazioni del maresciallo Cavallero, dello stesso maresciallo
           Kesselring  e dell'addetto  militare  tedesco,  generale  von  Rintelen,  presso
           l'O.K.W. e nonostante le  positive accoglienze di Hitler all'esecuzione del
           piano -   accoglienze alle  quali, dietro un'apparente promessa di contri-
           buti, non seguirono poi gli aiuti concordati -  l'operazione si ridimensio-
           nò  in un  più contenuto  "colpo di  mano",  finendo  per tramontare defi-
           tivamente verso la metà dell'anno.  A questa decisione  non fu  estranea la
           vittoria in Africa  settentrionale dell'Armata  itala-tedesca  del luglio  ed  il
           raggiungimento di Marsa Matruh, vittoria fittizia poiché, avendo manca-
           to  l'annientamento dell'avversario,  aveva  fatto  crollare  i presupposti es-
           senziali  della  corsa  al  Nilo.
                Ma  allora  Rommel guardava,  con  eccessivo  ottimismo,  addirittura
           al Golfo  Persico,  e  Cavallero  invitava Mussolini a  portarsi in Libia,  per
           entrare vittorioso  al  Cairo.
                Alla fine di giugno sarebbe ancora stato possibile riparare all'errore
           commesso  di  preferire la  corsa verso  Alessandria  all'attacco  a  Malta.  Il
           20 luglio  l'errore era ormai irreparabile.  Mancavano i mezzi  per riorga-
           nizzare l'operazione: la Divisione Folgore -  precettata per Malta -  stava
           già schierandosi nel deserto e l'Aviazione tedesca, che avrebbe dovuto pre-
           parare l'azione con un periodo di massicci bombardamenti, era tutta im-
           pegnata,  e  si  era  logorata,  nei  cieli  africani.

                Non potendo  più scegliere tra  Malta  e  Alessandria,  era giocoforza
           puntare,  raccogliendo  le  residue  forze,  verso  Alessandria.
                L'invio di nuovi velivoli da parte britannica e la diminuita pressione
           aerea restituirono quindi a Malta la funzione di base aerea: e ricomincia-
           rono  le  perdite,  progressivamente  sempre  più  pesanti,  per  i  nostri
           convogli < 2>.

           b.  Il deterioramento  della situazione operativa e le  sue ripercussioni sull'alleanza
                Nel secondo semestre del  1942, la vittoria dell'Asse si profilava or-
           mai impossibile: la conquista di Malta, la  penetrazione nel delta nilotico
           e  persino  l'acquisizione  del  Medio  Oriente  non  avrebbero  più  potuto
           dare il successo; avrebbero tutt'al più prolungato la guerra e ritardato l'as-
           salto  all'Europa.



           (2)  In Allegato 2, sono riprodotti grafici concernenti l'influenza di Malta durante la guerra
               nel Mediterraneo. Risulta evidente la  proporzionalità tra il tonnellaggio trasportato
              e  l'annichilimento  dell'isola.


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