Page 57 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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suo successo,  anche parziale, inducesse gli occidentali ad una qualche of-
           ferta  di compromesso che,  sanzionando una sorta di stallo tra Germania
           e Russia, e ridimensionando di fatto e l'una e l'altra, salvasse un po' tutto
           il resto, Italia compresa, va anche detto che in tutti,  e pertanto anche in
           Mussolini, prevalse un'altrettanto forte dose di consapevolezza dello stato
           effettivo delle relazioni tra Italia e Germania e pertanto del pericolo cre-
           scente che per un'Italia sempre più debole era rappresentato da una Ger-
           mania  ancora  forte.
                In effetti la  partita si  era giuocata anni prima ed altrove.  Nel  1942
           se ne raccoglievano solo le conseguenze. Ed ogni discorso politico contava
           di fatto poco dinanzi alla dura realtà dei rapporti di forza.  Sotto tale pro-
           filo,  il  1942 ebbe per lo  meno un merito,  che lo  storico gli  riconosce  in
           pieno. Il terzo anno di guerra dimostrò in maniera, per così dire, inoppu-
           gnabile che le guerre, se si vincono o si  perdono per virtù e per demerito
           propri, sono alla fine decise, qualsiasi sforzo si possa fare sul piano politi-
           co e qualsiasi cosa si tenti di escogitare a livello di rapporti internazionali,
           dai mezzi  e dalla  potenza di  cui ogni belligerante,  nemico od alleato  che
           sia, dispone e su cui un paese possa fare effettivamente conto per quanto
           lunga  ed  impegnativa  sia  la  guerra.
                L'Italia  aveva  sperato  o  si  era  illusa  nel giugno  del  1940  di  potere
           sottrarsi a tale  regola.  Il  1942 eliminò tra le  altre anche questa illusione;
           non ultima nell'ordine della gravità delle conseguenze causate,  e di  certo
           neppure l'ultima  per la  costanza  con la  quale,  tra tutte le  altre,  essa  era
           stata  perseguita  dalla  politica  estera  fascista.
                "Questi non sono  i tempi per il ricorso  alla diplomazia",  aveva dichiarato
           Myron Taylor a  Pio XII < 54 l.  E per quanto la  precisazione possa suonare
           persino brutale considerando che era indirizzata a Pio XII e che il compi-
           to del Pontefice era e rimase quello del perseguimento della pace per tutti,
           nulla  toglie  che  Taylor  avesse  colto  nel  segno.
                All'indomani degli eventi del1941 e dinanzi alla globalizzazione del
           conflitto, la diplomazia aveva ceduto il  passo alla  forza  delle armi ed alla
           potenza  degli  apparati  industriali  e  finanziari.
                L'anno che stava per concludersi -  il  1942, il terzo anno di guerra
           dell'Italia -  lasciava all'anno  1943, in procinto di  iniziare, una serie di



           (54)  "Myron Taylor a Pio XII", 19 septembre 1942, in A.D.S.S., 5, cit., doc. 473, p. 688.


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