Page 52 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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era stato quello l'unico commento del Maresciallo del Reich:  "Gò'ring dice
                che  questa  sarebbe  l'idea  di  Hitler" <5°l.
                     Hitler cominciò praticamente da qui la sua risposta ad un Ciano che
                a sua volta aveva esordito dicendo: "L'Eccellenza Ciano premette che egli  non
                è incaricato  di fare proposte  ma  unicamente  di lumeggiare  i principali aspetti così
                come si presentano nel pensiero del Duce" < 5 1).  Hitler si disse cioé d'accordo "in
                linea  di principio"  con le considerazioni italiane per poi smantellarle vice-
                versa una per una.  Con una osservazione generale che ci  corre l'obbligo
                di  fare,  per sentirei autorizzati a  trascurare i vari passaggi ed  i  dettagli:
                Hitler tenne la discussione -  sia nel primo colloquio in cui fece  la  con-
                sueta esposizione generale del suo pensiero, sia negli incontri collegiali suc-
                cessivi  -  su  un  piano  strettamente  militare  spiegando  per  esempio  la
                situazione prodottasi in Africa settentrionale e le sue stesse prospettive fu-
                ture come  una questione di trasporti che la  Marina italiana non era  riu-
                scita ad assicurare impedendo in tale modo rifornimenti ed avvicendamenti
                alle truppe combattenti, le  quali c'erano ed erano in numero sufficiente,
                così  come  c'erano  i  mezzi  idonei  per  continuare  a  bloccare  gli  anglo-
                americani. Hitler si impegnò inoltre ad aumentare la consistenza delle une
                e degli altri, iniziando da subito il trasferimento in Italia di modo tale che,
                chiudendo il  fronte ad est,  senza avere risolto  in precedenza il  problema
                dei  trasporti -  cosa  che adesso  si  poteva comunque fare  meglio  data la
                brevità del tratto  di  mare tra la Sicilia  e la Tunisia, percorribile tutto di
                giorno- ed apprestando basi aeree in Sicilia ed in Sardegna, la condotta
                delle  operazioni  militari  contro gli  anglo-americani  in Africa  del  nord e
                nel Mediterraneo non ne avrebbe ricavato alcun giovamento.  "Riassumen-
                do  Hitler  non  vede  alcun  vantaggio  dalla  cessazione  della  campagna  all'est" < 52 l.
                     Mantenendo la discussione su un piano tecnico-militare, Hitler pose
                a sua volta gli  italiani nella  condizione di  dovere uscire allo  scoperto. Si
                comprende meglio alla luce di tale tattica l'avvertimento che il consigliere
                Bismarck aveva dato ai diplomatici italiani circa la tendenza di Hitler ad
                eludere le  questioni politiche generali. Un avvertimento e forse  anche un



                (50)  D.D.I.,  9•,  IX,  doc.  381  cit.  p.377.
                (51)  "Secondo colloquio del Ministro degli  Esteri,  Ciano,  con il  Cancelliere del Reich,
                    Hitler",  (Goerlitz),  18  dicembre  1942,  D.D.I.,  9•, IX,  doc.  415,  p.  413.
                (52)  "Ciano a Mussolini", (Roma,  22  dicembre  1942).  Appunto:  "Riassunto dei colloqui
                    avuti al Quartiere Generale nei giorni  18-19-20 dicembre  1942", in D.D.I., 9a, IX,  doc.
                    430,  p.  347.


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