Page 51 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 51
"Andrò io, munito questa volta di precise istruzioni. Mussolini tiene a far
sapere a Hitler (lo ha detto a Giiring) che giudica indispensabile arrivare ad un
accordo con la Russia o quanto meno fissare una linea difensiva che possa essere
tenuta con poche forze . ... Bismarck ha detto a d'Ajeta che il Fuhrer ha voluto evita-
re l'incontro col Duce appunto per non entrare in discussioni di politica generale" < 48 l.
In effetti neanche a Roma si era voluto l'incontro con Hitler. Il car-
teggio diplomatico di quei giorni tra Roma e Berlino è di una elusività
impressionante: né una spiegazione richiesta, né un'anticipazione fornita.
La sola questione che sembrò toccare per un momento le due capitali fu
la richiesta del Gran Muftì di Gerusalemme per una dichiarazione a favo-
re dell'indipendenza dei paesi arabi, con la precisazione che nel caso non
fosse stata possibile una dichiarazione che comprendesse l'intera Africa
del nord, l'Italia e l'Asse ne rilasciassero per lo meno una relativa all'indi-
pendenza della Tunisia. E se l'accenno ci consente di concludere la que-
stione tante volte richiamata in questa relazione, và aggiunto che, nonostante
i toni bellicosi di Mussolini del 2 dicembre, la proposta fu rifiutata molto
sbrigativamente proprio mentre negli stessi giorni arrivava a Roma la no-
tizia, da Tokio, che il Giappone aveva rinunciato ad ogni iniziativa mili-
tare in India <49).
In effetti il T ripartito non funzionava più del tutto e quanto all'Asse,
esso era arrivato al suo punto decisivo.
È evidente che, silenzio contro silenzio, alla diplomazia italiana non
rimase a quel punto che la tattica dell'attesa. E se volessimo integrare con
una supposizione l'annotazione di Ciano circa le istruzioni di Mussolini
potremmo dire che tra Mussolini e Ciano l'intesa fu di riferire ma non
di parlare, giuocando al massimo di rimessa.
Goring a v eva in effetti dischiuso un ridottisssimo spiraglio d' accor-
do allorché, il 6 dicembre, in risposta all'esposizione di Mussolini, ed al-
l'accenno ad arretrare il fronte e chiuderlo a difesa, aveva commentato ed
(48) G. Ciano, Diario, 16 dicembre 1942, p. 229-230: per i dieci giorni successivi all'in-
contro si cfr. idem, p. 226 sg.; il testo delle istruzioni è in D.D.I., 9a, IX, d. 410;
esse non differirono da quanto esposto a Giiring, salvo che per un riferimento più
esplicito al Giappone.
(49) D.D.I., 9 a, IX, dd. 388, 395, 397, e per la comunicazione da Tokio, d. 394. Và
precisato che Roma era sembrata, viceversa, propensa subito dopo 1'8 novembre
a stringere un'intesa con i nazionalisti arabi tramite Bourghiba ed il partito destou-
rista in Tunisia. ·
49

