Page 70 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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da caccia, con monoposto agili e scattanti da usare in brevi dell’aereo, compromettendone sensibilmente le prestazioni. Il
raid difensivi; per i Tedeschi, eminentemente da bombarda- primo prototipo lo Junker J1 venne fatto volare il 12 dicem-
mento, con pesanti apparecchi capaci di lunghe crociere con bre del 1915: in fase di atterraggio riportò danni all’ala, che
rilevanti carichi! In ambedue i casi, quali che fossero le rela- riparata nel corso delle festività natalizie, consentì un secon-
tive motorizzazioni, quelle macchine dovevano sostenere an- do tentativo il 18 gennaio del 1916 dall’esito positivo ma non
cora molte significative migliorie per entrare in produzione, certo convincente per le prestazioni, tant’è che non ne con-
a cominciare dalle fin troppo fragili ed esili carlinghe. Po- seguì alcuna commessa per la produzione seriale. Seguirono
chi anni dopo, quando ormai la disputa sui motori si era in altri prototipi che tuttavia pur con l’aumento della potenza
qualche modo esaurita, un progettista aereonautico tedesco, del motore non riuscirono a fornire le prestazioni richieste.
Hugo Junker, iniziò a studiare la maniera di realizzare un ve- Quanto alle caratteristiche del primo velivolo della serie pos-
livolo del tutto diverso dagli esistenti, senza orditura di legno sono così riassumersi: monoplano monomotore ad ala media,
e superfici alari di tela, tenute insieme da tiranti e controven- lunghezza 8.6 m, apertura alare 13 m, altezza 2.5 m, superficie
ti: un aereo interamente metallico con la carlinga completa- alare 24 m², peso a vuoto 920 kg, peso lordo 1080 kg, motore
mente chiusa, quale poi si vedrà in concreto solo negli anni Mercedes 6 cilindri in linea da 90 kw, velocità massima 170
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’40. Il metallo ideale per un impiego del genere sarebbe stato km/h, dalla curiosa denominazione di ‘asino di latta’. Erano
il duralluminio, ma trattandosi di una lega inventata da po- passati appena 12 anni dal goffo volo dei fratelli Wright!
chissimi anni, con i titoli ottimali ancora da stabilire in modo
adeguato in funzione delle precipue destinazioni e tenendo 7 Cfr. g. sChmitt, Junkers und seine Flugzeuge, Berlino, 1986
anche conto dei non improbabili difetti, se ne rinunciò all’u-
so. Fu pertanto giocoforza per Junker optare per la lamiera In alto, in entrambe pagine: Karl Wilhelm Otto Lilienthal in volo librato
d’acciaio, soluzione che però aggravò notevolmente il peso In basso alla pagina a destra: Biblano francese da caccia Nieuport
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