Page 171 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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2. DALLA GUERRA DI LIBERAZIONE ALLA FINE DEGLI ANNI SESSANTA

                             presidente del Museo della scienza e della tecnica, l’ing. Guido Ucelli di Nemi,
                             per riuscire a realizzare, entro il 1952, quanto predisposto.

                             Fin dall’inizio il sottocapo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, il gen. Do-
                             menico Ludovico, incaricò il cap. Vittorio Somenzi, dell’Ufficio studi dello Stato
                             maggiore, di affiancare il cap. Soldatini nell’opera di ricerca e di studio; opera che
                             si rivelò preziosa visto che permise all’Aeronautica di presentarsi alla cerimonia
                             celebrativa con delle indiscusse novità nel campo dell’interpretazione dei codici

                             vinciani, grazie all’individuazione di elementi probanti per ricostruire macchine
                             per il volo fino allora mai prese in considerazione come tali.
                             Subito dopo l’inaugurazione del Museo nazionale della scienza e della tecnica nac-

                             que e prese forma l’idea di dedicare un settore dell’edificio a “Museo nazionale
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                             dell’Aeronautica” , ove contenere tutto il materiale storico e i modelli che testi-
                             moniassero l’aspirazione umana al volo, dalle origini fino al 1910. Pertanto, da un
                             lato, la Forza armata iniziò lo studio circa la migliore forma per un’eventuale par-
                             tecipazione al progetto 247 e, dall’altro, l’ing. Ucelli di Nemi lavorò alacremente per

                             assicurare quanto necessario allo scopo, ottenendo dal Comune di Milano circa
                             40.000 mq di terreno compreso fra l’edificio del Museo (piazza San Vittore), via
                             di San Vittore, largo di Sant’Ambrogio, via Olona e via Giambattista Vico. Inoltre,

                             il presidente del Museo nazionale della scienza e della tecnica ottenne, dall’Ente
                             fiera di Milano, la donazione di un padiglione metallico, da erigere sul terreno ot-
                             tenuto e da dedicare al settore del volo e al suo sviluppo tra il 1910 e il 1950. Nel
                             gennaio 1953, su proposta del capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, il
                             segretario generale dell’Aeronautica dispose l’inizio dei lavori inerenti alla collo-





                             246  In alcuni documenti la struttura viene denominata anche “Museo nazionale del volo”.
                             247  Un punto che venne subito chiarito fu che l’Aeronautica militare, tramite l’Ufficio storico del
                             suo Stato maggiore, avrebbe dato, in temporaneo deposito al Museo nazionale della scienza e della
                             tecnica di Milano, il materiale storico di carattere aeronautico che avrebbe ritenuto opportuno met-
                             tere a disposizione degli studiosi e dei visitatori e che, cosa importante, tale materiale sarebbe ri-
                             masto di  esclusiva  proprietà  della  Forza  armata  che  poteva  ritirarlo, momentaneamente  o
                             definitivamente, dandone, naturalmente, opportuno preavviso alla Presidenza del Museo; infatti, la
                             sistemazione del museo dell’Aeronautica militare a Roma, in quel momento considerata “impro-
                             babile”, rimaneva l’obiettivo finale delle autorità aeronautiche.



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