Page 172 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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PARTE PRIMA - L’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
cazione momentanea del materiale storico aeronautico, in attesa di una sede propria
e confacente; progetto che fu assegnato alla supervisione del capo dell’Ufficio sto-
rico dell’Aeronautica, il col. Vincenzo Lioy, coadiuvato dal cap. Soldatini, allora
in forza alla Sezione stampa dell’Ufficio del segretario generale dell’Aeronautica.
Venne dunque stanziato, dalla Forza armata, un primo contributo per la sistema-
zione del padiglione metallico e vennero predisposti precisi studi di fattibilità sul-
l’allestimento da realizzare; nel contempo, in attesa che fossero completati i locali
e gli spazi di Milano, si provvide a reperire quanti più cimeli possibile, in modo da
evitare che ulteriori ritardi provocassero la scomparsa, per deterioramento e per in-
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curia, di quel poco allora rimasto . Oltre a ciò, in occasione della partecipazione
dell’Aeronautica militare alla Fiera del Levante di Bari, svoltasi nel 1953, il co-
mandante della 4ᵅ ZAT dette incarico al cap. Soldatini e al cap. Somenzi di proget-
tare e allestire un padiglione dedicato al tema “dall’Aeronautica all’astronautica”,
avendo cura che i modelli dei velivoli e i plastici fossero eseguiti in maniera tale
da poter poi essere immessi nella nascente struttura museale di Milano. La docu-
mentazione rintracciata presso l’Ufficio storico dell’Aeronautica non consente di
ricostruire le motivazioni che impedirono, alla fine, la firma della convenzione tra
la Forza armata e il Museo nazionale della scienza e della tecnica, anche se dalla
lettura di alcune carte non è azzardato ipotizzare che una delle possibili ragioni,
248 Ne fu dimostrazione la vicenda della raccolta costituita presso il Reparto sperimentale alta ve-
locità di Desenzano del Garda, voluta dal comandante del Reparto, il col. Mario Bernasconi, com-
posta dagli idrovolanti da corsa costruiti per le coppe Schneider e per i primati di velocità degli
Anni Venti e Trenta del Novecento. L’ultima testimonianza della raccolta risaliva al periodo che
seguì la fine del Secondo conflitto mondiale, grazie alle prove fotografiche di militari americani.
Nel marzo del 1949, l’ing. Mario Castoldi, avute notizie allarmanti sullo stato di conservazione di
detta raccolta, fece un sopralluogo a Desenzano, dove verificò, “con raccapriccio”, la scomparsa
della maggior parte degli idrovolanti e le condizioni disastrose di quelli ancora presenti: “Da infor-
mazioni assunte risulta che lo scempio è stato compiuto dai soldati del Reparto, che per la mancanza
di sorveglianza da parte del comandante del Reparto (che si recava ogni giorno a Milano) hanno
demolito gli apparecchi per venderne i rottami”. Cfr. “Pro-memoria per il sig. ing. Guido Ucelli”,
15 ott. 1951, a firma dell’ing. Mario Castoldi, in AUSAM, Ufficio storico della Regia aeronautica
poi dell’Aeronautica militare, nucleo non ordinato, b. “G-18-1. Museo storico. Musei aeronautici.
Centro raccolta mater.[iale] storico e scientifico del volo - Torino”, fasc. “III/12. Museo nazionale
Aeronautica. Mostre ed esposizioni”.
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