Page 259 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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I. ARCHIVI ISTITUZIONALI

                             missione centrale per i prigionieri di guerra, 27 dic. 1944, prot. n. 1167/16901, furono indicate
                             ulteriori disposizioni sul funzionamento delle sottocommissioni prigionieri di guerra della
                             Regia aeronautica, allora aventi sede a Roma, Bari, Palermo e Napoli; sottocommissioni cui
                             spettavano i seguenti compiti: provvedere all’interrogatorio dei prigionieri con grado militare
                             inferiore all’8° (ufficiali inferiori, sottufficiali, graduati e truppa); compilare, per ciascun re-
                             duce rientrante nella suddetta categoria, sei copie del verbale dell’interrogatorio, sei copie
                             della scheda amministrativa, due copie della scheda “personale” per il personale che fosse ri-
                             sultato provvisto della qualifica di “fascista” o che avesse ricoperto particolari incarichi po-
                             litici, due  copie  della  relazione  “riservata”  nel  caso in cui  l’interrogato avesse  fatto
                             dichiarazioni sul comportamento tenuto, all’atto della cattura o durante la prigionia, sia da
                             personale aeronautico che delle altre due Forze armate o avesse segnalato episodi inerenti al
                             periodo della prigionia; firmare il verbale d’interrogatorio, in calce alla firma del militare in-
                             terrogato, astenendosi però da dare giudizi nello stesso verbale (giudizi eventualmente da ri-
                             portare su un documento, a parte, o sull’elenco stesso di trasmissione dei documenti alla
                             Commissione centrale); sollecitare gli ufficiali superiori e generali affinché si presentassero
                             dinnanzi alla Commissione per essere sottoposti all’interrogatorio; effettuare ulteriori accer-
                             tamenti che, eventualmente, la Commissione centrale ritenesse opportuno non avocare a se
                             stessa ma affidare alla sottocommissione. Visto che si comprese, fin da subito, che una pro-
                             cedura così complessa avrebbe comportato ritardi nelle liquidazioni economiche, subordinate
                             al giudizio finale emesso dalla Commissione, gli enti centrali del Ministero dell’aeronautica,
                             competenti in materia, iniziarono già nel marzo del 1944 ad emanare specifici provvedimenti
                             finalizzati a semplificare gli eventuali anticipi e le liquidazioni, anche di carattere provvisorio,
                             da corrispondere alla famiglie dei militari e militarizzati prigionieri o dispersi. Inoltre, nel
                             1944-1945 furono adottate una serie di disposizioni sull’attività dei CAP e dei CAR. In par-
                             ticolare, ai primi spettavano l’accoglienza, l’interrogatorio, le liquidazioni amministrative, il
                             saldo dei crediti contratti nei riguardi del Paese detentore per la prigionia, ma non corrisposti,
                             e dei compensi di lavoro non percepiti, nonché la restituzione di oggetti e valori dei prigionieri
                             di guerra sequestrati all’atto della cattura e lo smistamento dei prigionieri. Ai CAR, oltre ai
                             compiti previsti per i CAP, furono assegnate ulteriori, e specifiche, funzioni in relazione al
                             riconoscimento sia del personale della Regia aeronautica proveniente dai territori occupati
                             dai tedeschi, sia del personale comunque “sbandato” in seguito agli eventi dell’8 settembre
                             1943. Tale riconoscimento doveva essere fatto all’atto stesso della presentazione, richiedendo
                             agli interessati l’esibizione dei documenti di cui fossero in possesso e sottoponendoli a un ac-
                             curato interrogatorio da cui potessero emergere elementi utili al riconoscimento, notizie di
                             carattere politico-militare sul territorio in cui il militare si trovava alla data dell’armistizio
                             del 1943 e, ancora, informazioni sul comportamento tenuto dai superiori e dai colleghi; queste
                             notizie e informazioni dovevano essere poi riportate in una relazione da inviare alla Sezione
                             informazioni dello Stato maggiore della Forza armata. Infine, venne posta particolare atten-
                             zione all’aspetto psicologico della situazione e venne più volte sollecitata, da parte degli enti
                             ministeriali competenti, l’attività di assistenza al personale in arrivo dalle zone occupate ed
                             ex occupate dai tedeschi. Azione che doveva avere la precedenza su tutto in quanto il militare,
                             che si presentava volontario, giungeva in Patria dopo aver affrontato disagi e rischi non in-
                             differenti e in precarie condizioni economiche; occorreva quindi dimostrare, concretamente,
                             l’interesse della Forza armata per le condizioni del suo personale, attraverso la distribuzione
                             del vestiario, la concessione di un alloggio, l’aiuto per il disbrigo delle faccende amministra-
                             tive e il supporto economico.



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