Page 374 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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PARTE SECONDA - I FONDI ARCHIVISTICI

                             Lazio e quello dell’antica città di Lylybeus (Lilibeo), nei pressi di Marsala. Si interessò anche
                             alla storia delle origini, elaborando una serie di teorie sulle migrazioni dei popoli in epoche
                             antiche, collegando la protostoria italica e mediterranea con quella precolombiana e con la tra-
                             dizione mediorientale; e, ancora, focalizzò l’attenzione sulle grandi sculture rupestri, osservate
                             da C. proprio durante i suoi voli militari, interpretate come “fari” orientativi per i velivoli pro-
                             venienti da altri pianeti e aventi una duplice funzione, ossia quella di indicare i luoghi di atter-
                             raggio e quella di segnalare le zone dove esistevano minerali ed energia elettro-magnetica utili
                             per il rifornimento delle astronavi. Negli Anni Cinquanta del Novecento le ipotesi di C. trova-
                             rono un riscontro in quelle portate avanti da una rete, anche internazionale, di studiosi, tra cui
                             l’antropologo statunitense George Hunt Williamson e dal peruviano Daniel Ruzo e furono con-
                             divise con il gruppo creatosi attorno alla rivista di ufologia «Spazio e Vita», pubblicata a Roma
                             nel 1958-1959 da Francesco e Lina  Polimeni. Morì nel 1975 a Porto Santo Stefano.
                             La documentazione è stata acquisita dall’USAM probabilmente a metà degli Anni
                             Sessanta del Novecento dallo stesso C., in forma giuridica non identificata. Si tratta

                             di documenti, anche in copia e a stampa, disegni, schede, materiale iconografico e
                             cartografico e fotografie relativi alla Prima guerra mondiale; una parte esigua di
                             tale nucleo è composta da fotografie aeree francesi e inglesi e da alcuni documenti
                             austriaci recuperati da C. alla fine della Grande guerra. È poi conservata la minuta

                             di un progetto, datato 1919, sulla creazione di un servizio fototopografico atto a
                             facilitare la costruzione della carta geografica e topografica della Libia. Infine, sono
                             presenti corrispondenza, esemplari di riviste, ritagli stampa e fotografie concernenti
                             gli interessi e studi di C. sull’archeologia, ufologia e civiltà aliene. È presente do-

                             cumentazione in francese, inglese e tedesco.
                             La parte più consistente dell’archivio personale di C. è conservata dagli eredi del
                             Colonnello, la famiglia Savarese-Cattoi, residente a Sutri. La documentazione ri-
                             guarda sia la sfera privata che professionale e, in relazione a quest’ultima, riflette

                             la sua ecletticità comprendendo testimonianze afferenti sia all’esperienza militare
                             che alle attività di studio e ricerca nel campo idrico, minerario e archeologico.


                             C i o c c a  C a l l i s t o ,  album fotografici 2, docc. 3, fotografia 1 e libro a

                             stampa 1 (Anni Venti-Quaranta del Novecento). Elenco 2011.
                             Nacque nel 1898. Figura legata alla storia dell’esplorazione del Polo Nord, avendo fatto parte,
                             come motorista, dell’equipaggio del dirigibile Italia e deceduto a seguito della tragedia avve-
                             nuta nel corso della spedizione polare di Umberto Nobile nel maggio 1928. Il suo corpo, in-
                             sieme a quelli di Renato Alessandrini (timoniere), Ettore Arduino (motorista), Attilio Caratti
                             (motorista), Ugo Lago (giornalista) e Aldo Pontremoli (fisico), non venne mai ritrovato.



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