Page 378 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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PARTE SECONDA - I FONDI ARCHIVISTICI

                             il secondo posto nella coppa d’Italia, organizzata in onore di Francesco de Pinedo. Nel 1926
                             vinse la coppa Schneider, gara di velocità per idrovolanti su circuito chiuso cui partecipò anche
                             l’anno successivo, non ottenendo però lo stesso risultato a causa di un ammaraggio per il guasto
                             del motore del suo velivolo. Ma il 1927 vide comunque D.B. protagonista di importanti attività
                             e riconoscimenti: ottenne, difatti, il premio Costamagna, concesso, annualmente, agli sportivi
                             che avevano tenuto alto il nome dell’Italia con le loro imprese, e, ancora, riuscì a battere, a Ve-
                             nezia, il record di velocità. Sempre nel 1927 fu trasferito alla 94ª Squadriglia caccia; nel 1928
                             ottenne un nuovo record di velocità a Venezia; nel 1929 fu nominato membro del Comitato na-
                             zionale per l’ingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche, vinse a Milano la coppa inter-
                             nazionale per gara di acrobazia e si recò in vari Paesi per mostrare il livello degli apparecchi
                             italiani. Nel 1931 partecipò, con il Ca 113, alle gare di alta acrobazia all’Italian Day, allestito a
                             Cleveland, prese parte alla prima giornata aero-sportiva italiana, ospitando come passeggero
                             nel volo Filippo Tommaso Marinetti, brevettò il sistema di guida per aerei detto a “comandi riu-
                             niti” e, infine, fu collocato in posizione ausiliaria. Negli anni successivi divenne consulente tec-
                             nico e pilota collaudatore della Società aeroplani Caproni e continuò, quindi, la sua attività di
                             ricerca, sperimentazione e partecipazione a gare aeree. Ad esempio, nel 1933 realizzò un volo
                             senza scalo Roma-Mosca, con passeggeri, su un Ca 111 e, nel dicembre dello stesso anno, partì
                             per la Cina con un aeroplano d’alta acrobazia per promuovere le industrie aeronautiche italiane;
                             Paese da cui tornò nell’agosto del 1934 per riprendere il lavoro con l’ing. Gianni Caproni. Negli
                             Anni Trenta si dedicò, con il progettista di strumenti e apparecchiature di volo Leandro Cerini,
                             all’ideazione di un dispositivo di guida a distanza con radiocomando per aerei provvisti di co-
                             mandi riuniti, analisi che portò al progetto di un ulteriore dispositivo di guida e controllo del-
                             l’aereo, detto del “pilota automatico”, che non ebbe però l’approvazione dello Stato maggiore
                             della Regia aeronautica, pur procurando a D.B. e a Cerini elogi ufficiali e rappresentando la
                             base del progetto “Arp” (aereo radiopilotato), realizzato e sperimentato a Guidonia nel 1940
                             dalla Direzione superiore studi ed esperienze. Nel 1939, ottenuto, per anzianità, il grado di co-
                             lonnello e collocato a riposo, collaborò con l’ing. Gianni Caproni e con l’ing. Secondo Campini
                             all’ideazione, progettazione, realizzazione e prova del primo aereo a reazione con cui effettuò,
                             nel 1941, il raid Milano-Roma. Finita la Seconda guerra mondiale, in ragione della crisi di ri-
                             conversione industriale e per le limitazioni del trattato di pace del 1947, D.B. riprese i voli, la
                             partecipazione ai raduni aerei e le ricerche applicative; nello stesso anno venne iscritto, per limiti
                             d’età, nella categoria di riserva. Nel 1948 prese parte alla giornata aerea della Madonnina, nel
                             1950 vinse il giro aereo della Sicilia e, nel corso degli Anni Cinquanta, lavorò sull’aeroscooter,
                             piccolo monoplano da turismo, di grande manovrabilità e a basso costo. Inoltre, l’esuberante
                             vitalità nel pilotaggio, diversi guasti di motori o difetti degli apparecchi lo misero, spesso, in si-
                             tuazioni di grave pericolo da cui uscì per la sua particolare perizia, come nel maggio del 1930
                             quando, durante un allenamento, riuscì a salvarsi grazie al paracadute indossato per la prima
                             volta, mentre una diversa la sorte ebbe il suo compagno di volo, Antonio Lovadina, che perse
                             la vita; o, ancora, quando nel giugno del 1953, D.B. e la figlia Fiorenza, uscirono illesi da un
                             incidente di volo avvenuto a Roma, nella zona del Gianicolo.  Si dedicò anche alla vita politica
                             e, per il Movimento sociale italiano, fu consigliere al Comune di Roma negli anni 1952-1956.
                             Morì per arresto cardiaco l’8 aprile 1959 all’Aeroporto dell’Urbe di Roma, dopo aver terminato
                             un’esibizione nell’ambito di una manifestazione aerea.

                             La documentazione è stata donata all’USAM nel 2013 da Fiorenza De Bernardi,
                             figlia di D.B. Il materiale, raccolto, aggregato e rilegato in volumi dalla moglie del



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