Page 383 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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II. ARCHIVI PRIVATI

                             sul porto della città. Gli fu assegnata la medaglia di bronzo al valor militare alla memoria.
                             Italo nacque il 31 luglio 1919. A 19 anni chiese di arruolarsi volontario, con ferma di sei anni,
                             come aviere allievo nella Regia accademia aeronautica, dove frequentò, nell’anno accademico
                             1938-1939, la 1ª classe del corso Turbine. Nel maggio 1940 ottenne il brevetto di pilota d’ae-
                             roplano, dal giugno successivo si trovò mobilitato in territorio metropolitano dichiarato in stato
                             di guerra e zona d’operazioni e, nel mese di settembre, ottenne l’abilitazione quale pilota mi-
                             litare. Nel 1941 fu promosso sottotenente in servizio permanente effettivo nell’Arma aeronau-
                             tica, poi destinato all’Aviazione per la Regia marina Alto Adriatico e, infine, trasferito alla
                             Scuola pilotaggio di Gorizia per frequentare il corso di perfezionamento nelle tecniche di com-
                             battimento della specialità caccia e di abilitazione agli apparecchi allora operativi nel teatro
                             bellico. Durante il corso ottenne, per anzianità, la nomina a tenente e, successivamente, con-
                             seguì l’abilitazione al pilotaggio del Macchi 202 e la qualifica di istruttore di pilotaggio a dop-
                             pio comando e acrobazia. Nell’ottobre del 1942 fu inviato, quale istruttore di volo, alla Scuola
                             di pilotaggio di Capua. Nel luglio del 1943, durante una missione per contrastare le formazioni
                             di bombardieri americane che operavano sui cieli di Napoli, rimase ferito dalla reazione dei
                             velivoli nemici. Alla data dell’8 settembre si trovava a Varese dove viveva la sua fidanzata e
                             dove Italo aveva deciso di passare il periodo di convalescenza per la ferita riportata nel com-
                             battimento aereo. Dopo l’8 settembre si mise in viaggio per raggiungere i familiari a Vinchia-
                             turo, riuscendo ad arrivare prima a Segni e poi sui monti Lepini, nei pressi di Frosinone. Qui
                             entrò in rapporto con un gruppo di partigiani alle cui dipendenze prese parte alla Resistenza
                             fino al passaggio delle truppe alleate nella zona dei monti Lepini. Con l’entrata degli americani
                             a Roma, il 5 giugno 1944, Italo si presentò al Centro affluenza e riordinamento del Comando
                             Nucleo 3ª ZAT, dove rimase, in attesa di reimpiego, fino a dicembre; mese in cui iniziò ad ope-
                             rare nelle Forze aeree dell’Italia cobelligerante. Nello specifico fu destinato alla Scuola adde-
                             stramento caccia, stanziata  sull’Aeroporto di  Leverano e, a  seguire, al  4°  Stormo caccia
                             terrestre. Promosso al grado di capitano nel 1946, fu, per un periodo, comandante interinale
                             della sua Squadriglia. Morì il 30 luglio 1946 sul cielo di Galatina a seguito di una collisione
                             durante un’esercitazione di volo.
                             La documentazione è stata donata all’USAM nel 2016 da Gabriella Iacobucci, ni-
                             pote dei tre Caduti. Si tratta di un nucleo documentario che, sebbene frammentario,

                             ha la natura di archivio familiare, conservando carte prodotte dai tre fratelli I. e,
                             dopo il loro decesso, carte prodotte e raccolte, in loro ricordo, dai familiari. Sono
                             presenti lettere e cartoline inviate dai fratelli I. e stati di servizio; dichiarazioni te-

                             stimoniali sugli incidenti e dichiarazioni e verbali medico-legali; lettere e tele-
                             grammi inviati ai genitori; documenti sulla tumulazione di Guglielmo a Bengasi e
                             carteggio sul rimpatrio delle salme di Guglielmo e Guido; testi di discorsi comme-
                             morativi, articoli e ritagli stampa, anche in fotocopia, sulla vita e sul decesso dei

                             tre fratelli. Infine, si segnalano fotografie sciolte e album fotografici relativi a mo-
                             menti di vita militare dei fratelli I., alla loro vita personale e familiare e, ancora,
                             eventi in loro ricordo.



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