Page 384 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
P. 384

PARTE SECONDA - I FONDI ARCHIVISTICI

                             Inoltre, nel 2017 sempre Gabriella Iacobucci ha donato, al Museo storico dell’Aero-
                             nautica militare, una serie di cimeli appartenenti agli zii. Si tratta dei seguenti oggetti:

                             spadino da allievo della Regia accademia aeronautica, portasigarette, scatola porta
                             gemelli (vuota) con in rilievo un’aquila militare d’argento, bussola, bocchino da si-
                             garo, medaglia di bronzo, con fiocco blu e l’incisione “Accademia aeronautica”.


                             L a t t a n z i  B e r n a r d i n o ,  fascc. 17 (1937-1952). Inventario 2017.

                             Nacque il 1° settembre 1914 a Foligno, da un’antica famiglia umbra. Dopo essere diventato
                             ingegnere civile e poi ingegnere aeronautico, nel 1938 svolse, con il grado di sottotenente di
                             complemento, il servizio militare presso la Direzione superiore studi ed esperienze (DSSE) di
                             Guidonia. Nel 1939, dopo un breve periodo come ispettore del Registro aeronautico italiano,
                             riprese a lavorare presso la DSSE fino al 1943 quando, a seguito dell’armistizio dell’8 settem-
                             bre, il sito fu distrutto dalle truppe tedesche. Nel secondo dopoguerra vinse un concorso al Mi-
                             nistero dei  trasporti  ma  continuò a  interessarsi  di  questioni  aeronautiche, grazie  alla
                             collaborazione, come assistente di aerodinamica, con la Scuola di ingegneria aeronautica di
                             Roma, tenendo corsi di meccanica razionale per ex combattenti presso la Facoltà di architettura
                             romana, conseguendo, nel 1950, la libera docenza in aerodinamica e, infine, proseguendo a
                             dare alle stampe i suoi studi. Inoltre, dagli Anni Sessanta L. si dedicò alla storia locale, passione
                             che lo portò a pubblicare importati lavori sulla storia di Foligno e a diventare presidente del-
                             l’Accademia fulginia di lettere, scienze e arti di Foligno.
                             Le carte sono state donate all’USAM in data non individuata probabilmente dallo
                             stesso L. Si tratta di relazioni tecniche e di monografie, dattiloscritte, a stampa e,

                             in parte, in fotocopia, sull’attività di sperimentazione svolta negli Anni Trenta-Qua-
                             ranta del Novecento presso la DSSE. È presente documentazione in inglese.


                             M a r i e n i  G i o v a n n i  B a t t i s t a ,  fascc. 2 (1917-1933, con vol. a

                             stampa del 1940 e doc. del 1955). Inventario 2017.
                             Nacque il 14 giugno 1858 a Bergamo. Frequentò la Scuola di applicazione di Artiglieria e del
                             Genio di Torino, uscendone, nel 1882, fra i migliori classificati e l’anno successivo si distinse
                             per “atti di coraggio” durante i soccorsi prestati alla popolazione a seguito del terremoto di
                             Casamicciola, ottenendo per ciò una medaglia d’argento al valor civile. Con il grado di capitano
                             fu chiamato a insegnare, alla fine dell’Ottocento, fortificazione presso la Scuola militare di
                             Modena, e, in seguito, fu assegnato all’Ispettorato generale del Genio al fine di studiare le te-
                             matiche attinenti alle fortificazioni della frontiera e alla costruzione delle nuove caserme di
                             Fanteria; costruzione per la quale M. iniziò a far adottare criteri allora innovativi. Promosso
                             maggiore, nel 1902 comandò il Battaglione zappatori del Genio; passò poi, con il grado di te-
                             nente colonnello, alla carica di sottodirettore del Genio a Brescia e, in tale ruolo, si dedicò al-
                             l’edificazione delle nuove fortificazioni nei territori della Valtellina, della Val Camonica e della
                             Valle del Chiese. Fu poi richiamato a prestare servizio, quale capo ufficio dell’ispettore delle



                                                                   324
   379   380   381   382   383   384   385   386   387   388   389