Page 377 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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II. ARCHIVI PRIVATI
quando, nel 1913, interruppe l’attività aeronautica, continuò a fornire un rilevante supporto
allo sviluppo dell’Arma aerea grazie alle sue pubblicazioni. Tra quest’ultime di particolare in-
teresse quella dedicata, nel 1903, allo Studio sulla navigazione aerea, che fu una delle prime
opere nel nostro Paese a trattare, scientificamente, il problema del volo; quella del 1910 dedi-
cata al Progetto di un aeroplano ad equilibrio automatico senza timone; quella del 1930 avente
il titolo Le ali battenti, in cui C.d.M. espose, prendendo in esame il volo degli uccelli e degli
insetti, la teoria dell’ortottero, ossia un apparecchio per la navigazione aerea nel quale le ali
erano il mezzo di sostentamento e propulsione; e, infine, l’intervento Sui proietti slittanti, pre-
sentato nel 1930 alla 19ᵅ riunione della Società italiana per il progresso delle scienze e conte-
nente la presentazione di un nuovo tipo di proiettile, capace di colpire bersagli a grande
distanza. Morì il 21 novembre 1950 a Mondovì.
La documentazione è stata donata all’USAM in data e da soggetti non individuati.
Si tratta di corrispondenza, studi, manoscritti e dattiloscritti, e pubblicazioni in mas-
sima parte riguardanti i temi d’interesse di C.d.M., ossia il volo ad ali battenti, il
volo umano muscolare, l’arma da gitto rotante, la teoria dell’ortottero, l’aeroplano
Montezemolo ad equilibrio automatico, le ali girevoli ad incidenza automatica, il
volo e l’equilibrio. Inoltre, è presente un progetto di romanzo dal titolo Il diario di
un aviatore nell’era nuova.
D e B e r n a r d i M a r i o , voll. 10 (1914-1960, con docc. fino al 1978).
Inventario 2012-2013.
Nacque il 1° luglio 1893 a Venosa. Nel 1912 fu assegnato, come volontario, al 3° Reggimento
Genio telegrafisti, con cui partecipò alla Guerra di Libia. L’anno successivo frequentò il corso
di pilotaggio presso la Scuola militare di volo di Aviano, conseguendo, nel gennaio 1914, il bre-
vetto di 1° grado e, nell’ottobre dello stesso anno, fu trasferito alla 1ª Squadriglia aeroplani. Nel
1916, con il grado di sottotenente effettivo dell’Arma del genio, conseguì il brevetto di pilota
militare, partecipò alla Grande guerra, inizialmente con la 75ᵅ Squadriglia da caccia; unità dove
rimase fino all’aprile 1917 quando fu inviato, come collaudatore, presso la Società anonima per
costruzioni aeronautiche ing. O. Pomilio & C., ditta torinese per la quale effettuò, nel maggio
1917, il primo collegamento postale tra Torino e Roma, autorizzato da Luigi Fera, allora ministro
delle Poste. Dal gennaio 1918 tornò al fronte, assegnato alla 91ª Squadriglia da caccia, allora
comandata da Francesco Baracca; in quest’unità D.B. riconfermò le sue doti come pilota da
caccia e si guadagnò ulteriori medaglie al valor militare. Dopo la guerra si dedicò all’attività di
collaudatore, sperimentatore, ideatore di nuovi sistemi per aeroplani; inoltre, partecipò, con suc-
cesso, a numerose gare sportive e ottenne molti primati mondiali di velocità. In particolare, dal
1921 gli furono assegnati, nel ruolo di comandante, diversi incarichi presso reparti e campi spe-
rimentali a Montecelio, a Furbara e a Vigna di Valle. Nel 1923 perfezionò il suo percorso for-
mativo come pilota, ottenendo il brevetto su idrovolanti, e vinse un concorso indetto dal
Ministero dell’aeronautica per escogitare un sistema sicuro per l’atterraggio degli aerei sul ponte
delle navi, sistema provato con successo già nel novembre dello stesso anno. Nel 1925 ottenne,
sul circuito Montecelio-Cerveteri-Ostia-Montecelio, il record mondiale di velocità e conquistò
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