Page 249 - I 100 anni dell'elmetto italiano 1915-2015 - Storia del copricapo nazionale da combattimento
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SECONDA GUERRA MONDIALE                                     249


                                    Il Reggimento d’assalto Amedeo d’Aosta


                  Nel corso della primavera del 1942, il Mediterraneo centrale sembrava il palcoscenico prin-
               cipale, dove risolvere gli esiti della guerra mondiale. La seconda offensiva delle composite
               truppe italo-tedesche in Africa settentrionale avrebbe dovuto garantire in pochi mesi il comple-
               to annientamento delle ultime resistenze britanniche nel Vicino Oriente. In questo modo, otte-
               nuto quell’importante crocevia, l’Asse si sarebbe assicurato un predominio sull’Impero inglese
               e offerto nuovo vigore all’avanzata contro l’infinita Unione Sovietica.
                  In questo contesto apparì determinante eliminare una tra le principali insidie a questo vana-
               glorioso progetto: Malta. Come autentica spina del fianco dei rifornimenti tra la Sicilia e la Li-
               bia, l’isola divenne l’obiettivo di grandi progetti per gli alti comandi italo-tedeschi. Venne così
               – dall’inizio della guerra a fasi alterne – ipotizzata la cosiddetta Operazione C3, che riguardava
               sotto la supervisione della Regia Marina un’eterogenea formazione interforze italiana e alcune
               unità tedesche. 403
                  All’interno di questo complesso, oltre al contingente proveniente dalla specialità paraca-
               dutista del Regio Esercito (divisione Folgore), anche la Regia Aeronautica volle attuare un
               progetto di partecipazione diretta all’operazione di sbarco/aviosbarco con proprio personale
               specializzato.  Esso doveva assolvere, nel più generale contesto della C3, i seguenti compiti:
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               1) partecipare con reparti paracadutisti alla conquista degli aeroporti di Malta designati nel
               piano di aviolancio, presidiarli conservandone il possesso per la successiva utilizzazione; 2)
               partecipare con proprio personale tecnico specializzato a rimettere in funzione aeroporti e at-
               trezzature aeroportuali, per mantenere e garantire l’agibilità nella successiva fase di attacco; 3)
               concorrere, se necessario, alle varie fasi di attacco delle posizioni nemiche, collaborando con
               i reparti paracadutisti italiani e tedeschi impegnati nella fase preliminare dell’Operazione C3.
               Da questi presupposti nacque l’idea di costituire un reparto misto aviotrasportato, sufficien-
               temente robusto, in grado di essere utilizzato in operazioni di aviolancio (paracadutisti) e di
               aviosbarco (riattatori). Nella primavera del 1942 veniva costituito quindi il I Battaglione d’as-
               salto paracadutisti dell’Aeronautica su dieci squadre speciali, articolate in tre compagnie più i
               plotoni comando e servizi. L’unità era retta dal tenente colonnello pilota Edvino Dalmas, traen-
               do i circa 300 uomini del suo organico da un totale di 2.000 volontari presentatisi al bando di
               reclutamento. Nato e cresciuto presso la Scuola di paracadutismo di Tarquinia, il I Battaglione
               venne intensamente addestrato all’aviolancio e all’inizio di luglio poteva considerarsi pronto a
               ogni effetto, visto che in quel periodo era previsto l’assalto su Malta.
               Contemporaneamente allo sviluppo del Battaglione paracadutisti, il 15 giugno venne appronta-
               to presso l’aeroporto di Novara-Cameri il Battaglione riattatori Loreto al comando del tenente
               colonnello Salvatore Scovenna. Era organizzato su quattro compagnie operative, una compa-
               gnia servizi e un plotone comando, per un totale di 854 elementi. 405  Il Loreto, potendo essere
               scaricato via mare o aviotrasportato, doveva presidiare la difesa degli aeroporti, già occupati
               dai paracadutisti del I Battaglione, oltre che organizzare i servizi tecnici e logistico-ammini-
               strativi. 406
               L’ipotizzata complementarietà operativa tra i due battaglioni portò alla creazione di un reparto


               403 M. Gabriele, Operazione C3: Malta, USMM, Roma 1965.
               404 AUSAM, SMA I Rep. 1° versamento, b. 53, f. 84, f. 4/10019 del 6/5/1942.
               405 Ivi, b. 52, f. 77, foglio d’ordine riservato n. 03 del 10/6/1942.
               406 Ivi, b. 52, f. 70, sf. 2, foglio 1140/2 dell’8/6/1942.
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