Page 131 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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                                                              GRECIA





                         causa della confusa situazione che si verificò all’atto dell’armistizio dell’8 settembre 1943, mancano dati
                         sicuri sul numero dei nostri soldati deceduti in Grecia dal 1940 al l945.
               A  Le operazioni per la ricerca e la individuazione delle Salme si rivelarono molto complesse e si protrassero
               lungamente. Il loro inizio avvenne a Patrasso nel luglio 1952. A Cefalonia i lavori, iniziati nel settembre dello stesso
               anno, si presentarono assai ardui. Infatti i tedeschi, inferociti contro i «ribelli italiani», dopo aver fucilato in massa i
               nostri soldati, ne avevano gettato le Spoglie in grandi fosse collettive o in cavità naturali, cercando di bruciarle per
               tentare di eliminare le prove delle loro atrocità. In località Francata da cinque fosse vennero estratti i miseri Resti
               ormai irriconoscibili di 500 soldati.
               Furono effettuate ricerche anche sulle spiagge e nelle minori isole vicine per rintracciare le Salme dei naufraghi o dei
               soldati uccisi e poi gettati in mare.
               Nell’interno della penisola ellenica vennero rintracciate molte Salme dei militari che si erano rifugiati nelle montagne
               con le formazioni partigiane dell’Edes e dell’Elas sempre in guerra con i tedeschi e talvolta anche fra di loro.
               Molte esumazioni vennero effettuate nelle isole di Rodi, Lero e di Coo. Nel Cimitero di Coo, in una grande fossa
               comune, vennero rintracciati i Resti ormai irriconoscibili di 66 dei 100 ufficiali barbaramente fucilati dai tedeschi. Sulla
               loro tomba comune è stata posta una lapide con l’epigrafe: “Piamente sottratte alle fosse di Linopoti/ riposano dal
               marzo 1945/ i resti mortali/ di sessantasei dei più che cento ufficiali italiani che mitraglia tedesca/ clandestinamente
               trucidava/ nell’ottobre 1943”.
               I Resti mortali dei militari italiani, deceduti in territorio greco, dopo il recupero sono stati rimpatriati in più riprese tra
               il 1953 e il 1969. Le operazioni di ricerca, e traslazione delle Spoglie hanno visto l’ispezione di 357 luoghi di sepoltura
               e il recupero di 10.879 salme. 6.343 dispersi sono risultati irreperibili o irrecuperabili. Delle Salme rimpatriate: 7.260
               sono state inumate nel Sacrario Militare di Bari e 3.619, su richiesta delle famiglie, sono state traslate ai paesi di origine.










                                                    isola di Cefalonia
                                                  monumento RicoRdo Ai cAduti itALiAni


               Una delegazione del Commissariato Generale, nel 1952, iniziò le operazioni di ricerca ed identificazione delle Spoglie
               dei Caduti nel l’isola di Cefalonia. Queste si presentarono subito molto difficili, in quanto numerose Salme erano state
               bruciate o sepolte in grandi fosse comuni od in cavità naturali. Altre, restituite dal mare dopo il naufragio, furono
               frettolosamente sepolte senza segno di riconoscimento. Alla fine delle predette operazioni furono recuperati i Resti
               mortali di 2.233 Caduti, di cui solo 245 identificati. Nei mesi di marzo e settembre 1953 tutte le Spoglie vennero
               traslate in Patria. La maggior parte dei Caduti (1.988 ignoti e 120 noti) sono inumati definitivamente nel Sacrario dei
               Caduti d’Oltremare di Bari, mentre 125 Caduti noti sono stati richiesti e consegnati ai congiunti.
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