Page 101 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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L'ordinamento
Questo fu l’ultima azione di guerra cui parteciparono i fanti del Real
Marina: le perdite subite dai due battaglioni impiegati nell’azione del 19
e 20 settembre fu di sei ufficiali feriti – due ciascuno appartenenti alla
“Principe Umberto” ed alla “Duca di Genova” ed uno ciascuno alla “Re
di Portogallo”, (il Grandville N.d.A.) ed alla “Gaeta” – 56 fanti di mari-
na e marinai feriti – 14 ciascuno appartenenti alla “Re di Portogallo” ed
alla “Principe Umberto”, 11 alla “Maria Adelaide”, sette alla “Gaeta”,
quattro alla “Duca di Genova” e tre ciascuno appartenenti alla “Garibal-
di” ed alla “San Giovanni” – ed un solo caduto, appartenente alla “Prin-
cipe Umberto”.
Con l’acquisizione delle provincie venete ed il trasferimento da Anco-
na a Venezia della sede del 3° Dipartimento marittimo sorse la necessità
di una riorganizzazione della fanteria di marina ed il Ministero si chiese se
fosse possibile supplire alle necessità della nuova struttura utilizzando la
forza dei due reggimenti esistenti senza crearne un terzo, fatto che avreb-
be causato, tra l’altro, un notevole aggravio economico.
Il problema venne risolto sciogliendo i due reggimenti e formandone
uno solo forte di tre battaglioni, ciascuno dei quali, costituito da otto com-
pagnie, sarebbe stato addetto ad uno dei Dipartimenti marittimi.
Il 5 giugno del 1867 il Ministro della Marina Pescetto presentò alla
Camera un progetto di legge intitolato Nuove basi d’organizzazione del
Corpo Fanteria Real Marina il cui testo recitava quanto segue:
Signori ! I fatti prodigiosi compiutisi dal 1859 al 1861, avendo riunito
in un solo Stato la maggior parte delle provincie italiane e dato luogo per
conseguenza ad un considerevole sviluppo del nostro naviglio da guerra,
resero necessario un contemporaneo sviluppo del battaglione real navi,
mediante la sua trasformazione in un corpo di fanteria marina, composto
di due reggimenti, onde potesse soddisfare ai bisogni derivanti dall'insti-
tuzioue di due importanti dipartimenti marittimi in Genova ed in Napoli,
e dalla creazione di un terzo dipartimento in Ancona, che in proporzioni
modeste accennava però ad un futuro ingrandimento per nuove annessio-
ni al regno dalla parte dell'Adriatico. In oggi questo ingrandimento dal
numero delle aspirazioni e delle previsioni è passato a quello della realtà.
I voti e le speranze di una nobile provincia e quelli di tutta la nazione ot-
tennero il loro compimento; e Venezia, la splendida gemma dell'Adriatico,
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