Page 96 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878



              all’Austria, con l'insediamento del secondo governo Ricasoli, Angioletti
              era stato sostituito nel ruolo di Ministro della Marina da Agostino Depre-
              tis, che ordinò a Persano di spostarsi ad Ancona con la flotta che era di
              base nel porto di Taranto e che, partita nella mattinata del 21 giugno, fu
              raggiunta dalla  “Formidabile” e dalla “Terribile” nelle acque di Manfre-
              donia e giunse ad Ancona nel pomeriggio del 25 giugno.
                 La battaglia nelle acque di Lissa e gli avvenimenti che la precedettero,
              universalmente note, non attengono all’argomento di questo volume; a
              noi interessa invece il tentativo di sbarco sull’isola effettuato dai marinai
              della flotta e dai fanti del Real Marina.
                 Lissa era accessibile dalle baie di San Giorgio, Comisa e Manego dife-
              se da vari forti armati con circa 90 pezzi da 18 e 16 libbre e da un presidio
              di 2.000 uomini tra fanti di marina, artiglieri e genieri.
                 La flotta arrivò in vista dell’isola la mattina del 18 luglio e alle ore 11
              la squadra dell’ammiraglio Vacca era davanti alla Baia di Comisa difesa
              da due batterie posizionate in alto, la batteria Magnaremi a 170 metri di
              altezza e la Perlic a 253 metri; la “Principe di Carignano” e la “Castel-
              fidardo” iniziarono a bombardare la Baia di Magnaremi e la “Ancona”
              quella di Perlic.
                 L’impossibilità  di danneggiare e ridurre al silenzio le batterie,  tutte
              troppo elevate, indusse l’ammiraglio Vacca a sospendere il fuoco rima-
              nendo alla fonda; nel frattempo l’ammiraglio Albini giunse a Porto Mane-
              go iniziando il bombardamento della batteria San Vito che la proteggeva,
              posta a 170 metri di altezza ed armata di due cannoni rigati da 12 e quattro
              da 24. L’operazione non sortì alcun effetto perché le navi erano troppo a
              ridosso della costa e l’Albini sospese l’operazione allontanandosi senza
              neanche provare a sbarcare i suoi fanti di marina.
                 Nel frattempo Persano attaccò in maniera decisa Porto San Giorgio -
              difeso da otto tra forti e batterie costruiti tra i 30 e i 190 metri di altezza e
              armati con 49 pezzi in tutto - tanto che in circa cinque ore di bombarda-
              mento rimasero attive solo due batterie con 12 cannoni.
                 Nella tarda mattinata  del 19 luglio l’Armata fu raggiunta dal-
              l’“Affondatore”, dalla “Governolo” e dalle due fregate “Principe Um-
              berto” e “Carlo Alberto” il che portò la forza del contingente da sbarco a
              2.500 tra fanti di marina e marinai.



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