Page 98 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878
Palermo, domenica 16 settembre 1866: scoppia quella che passerà alla
storia come la Rivolta del sette e mezzo perché metterà a ferro e a fuoco
la città e i dintorni appunto per una settimana, dall’alba della domenica al
pomeriggio di sabato 22 settembre.
Il 17, lunedi, al grido di Viva la Repubblica e sventolando bandiere ros-
se i rivoltosi prendevano pieno possesso della città costringendo le esigue
forze militari presenti – circa 450 uomini appartenenti al 10° Reggimento
Fanteria, al deposito del 69° Reggimento Fanteria, al 5° battaglione del
70° fanteria, che inquadravano solo pochi volontari e le reclute di 2ª ca-
tegoria delle classi di leva 1842, 1843 e 1844, 168 artiglieri con sei pezzi
rigati, 520 uomini appartenenti ai dazi municipali ed ai pompieri, 410
guardie di P.S. e Reali Carabinieri, 250 Guardie Doganali e circa 80 allievi
dell’Istituto Garibaldi – a ritirarsi all’interno di alcune posizioni strategi-
che quali i quartieri del Castello a mare, le carceri, il Deposito militare,
il Magazzino merci, il Palazzo delle Finanze, il Municipio, la piazza del
Monastero dei Sette Angeli ed il Palazzo Reale, sottoponendole a duri
attacchi.
A quel punto, vista l’impossibilità non solo di domare la rivolta ma
nemmeno di contenerla, il Governo ordinava l’invio della Squadra di
Operazioni di stanza a Taranto al comando del contrammiraglio Augusto
Riboty, composta da otto unità – le pirofregate corazzate ad elica di 1°
rango “Re di Portogallo”, “Principe Umberto”, “Garibaldi”, “Gaeta”,
“Maria Adelaide”, “Carlo Alberto” e “Duca di Genova”, e la corvetta
ad elica di 1° rango “San Giovanni” - che imbarcavano circa 500 fanti del
Real Marina e che raggiunsero Palermo il giorno 19, precedute il 18 dalla
pirocorvetta di 2° rango a ruote “Tancredi” che aveva gettato l’ancora
davanti alle Grandi Prigioni iniziando a tirare a mitraglia sui rivoltosi.
La presenza della flotta convinse una parte dei rivoltosi, tutti contadini
del circondario, a ritirarsi dalla città lasciandovi solo i palermitani e fu a
quel punto Riboty sbarcò circa 1000 uomini al comando del capitano di
fregata Ruggero Emerico Acton riuniti in due battaglioni, uno di fanti del
Real Marina e l’altro di marinai di varie categorie, i quali, preceduti dal
24° battaglione Bersaglieri e seguiti da frazioni del 19° e del 51° Reggi-
mento Fanteria, appoggiati da obici da sbarco su affusto con palla da 12
libbre, avanzarono dal largo dell’Ucciardone entrando nel corso Scinà ed
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