Page 97 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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L'ordinamento
Nel pomeriggio del 19 l’ammiraglio Vacca riprese l’attacco a Porto S.
Giorgio durante il quale la “Re del Portogallo” restò fuori dalla baia per
battere la torre Wellington, mentre la “Formidabile” ebbe il compito di
distruggere la batteria della Madonna che dominava la baia, compito che
svolse sparando sulla batteria austriaca da una distanza di 300 metri con
gli otto pezzi da 160 ed i due da 200 della fiancata destra della nave; l’a-
zione fu sostenuta dalla “Principe di Carignano” dalla “Castelfidardo” e
dall’”Ancona” che sfilarono davanti alla batteria sparando le loro bordate.
Nel frattempo Albini, incaricato di sbarcare le truppe nella vicina baia
di Porto Carober, solo alle otto di sera inviò le scialuppe da sbarco verso
terra ma queste furono accolte dall’intenso fuoco austriaco tanto da co-
stringere l’ammiraglio a sospendere l’operazione e reimbarcare le truppe.
Nella stessa sera del 19 luglio la squadra fu raggiunta dal piroscafo “Pie-
monte” che trasportava altri 500 fanti della fanteria Real marina, il che
convinse Persano ad insistere con i tentativi di sbarco a Lissa; il suo nuovo
piano d’attacco prevedeva infatti l’azione della “Varese” e della “Ter-
ribile” contro la baia di Comisa, il bombardamento della batteria della
Madonna da parte della “Palestro”, della “Re d’Italia”, della “Re del
Portogallo” e dell’”Affondatore” ed infine lo sbarco delle truppe a Porto
Carober.
Alle otto di mattina del 20 luglio, mentre iniziava l’azione progettata,
giunse l’avviso “Esploratore”, che all’alba aveva avvistato la flotta au-
striaca, segnalando “Bastimenti sospetti in vista”.
Verso le dieci e trenta gli austriaci erano in vista della flotta italiana
che si stava riordinando a nord di Lissa mentre le corazzate “Varese” e
“Terribile” erano davanti la baia di Comisa; a questo punto Persano inviò
alle due navi l’ordine di riunirsi alla squadra ed all’Albini di sospendere
ogni azione di supporto allo sbarco e di riunirsi anch’egli alla flotta, cosa
che l’ammiraglio non fece attardandosi a recuperare le squadre da sbar-
co interropendo così l’attacco a terra e reimbarcando le unità di fanteria
di marina che durante il successivo scontro navale si comportarono tutte
eroicamente, soprattutto gli elementi imbarcati sulla “Re d’Italia” i qua-
li, mentre la nave affondava, arrampicati sugli alberi, continuarono fino
all’ultimo a far fuoco sul nemico.
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