Page 47 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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L'ordinamento



              ravvisato necessario e che infine i tamburini ed i trombettieri, oltre al
              servizio ordinario nel reggimento, dovevano anch’essi essere imbarcati
              sui regi legni e destinati alla scuola di novizi e mozzi.
                 In seguito al nuovo ordinamento il Corpo, escluso il deposito, aveva
              ora la forza di 38 ufficiali, 161 sottufficiali e 982 tra musicanti, tamburini,
              trombettieri e soldati.


                 L’anno 1860 fu denso di avvenimenti per il regno di Sardegna e per il
              neo costituito reggimento Real navi.
                 Il 31 Agosto Garibaldi entrava in Napoli mentre al largo incrociava la
              squadra navale sarda, al comando dell'ammiraglio Carlo Pellion di Per-
              sano che venne raggiunto da un telegramma di Cavour con l’ordine di
              intervenire via mare a supporto dell'azione che i generali Fanti e Cialdini
              avrebbero effettuato via terra in territorio pontificio e per occupare Anco-
              na in modo da avere una base navale in Adriatico.
                 Persano, valutata la situazione, comunicava a Cavour la necessità di
              disporre di cannoni rigati, di completare gli equipaggi delle navi ex napo-
              letane che si erano unite alla squadra e, sopratutto disporre di grosse quan-
              tità di carbone, essendo ben conscio del fatto che non avrebbe avuto alcun
              appoggio nell'alto Adriatico per la forte avversione del governo austriaco.
              L'11 settembre la squadra navale,  con a bordo i prescritti  contingen-
              ti del Real navi, lasciava Napoli mentre a nord il generale Fanti varca-
              va  i  confini  pontifici  alla  testa  di  due  Corpi  d'Armata;  al  comando  di
              Persano  vi  erano  l’ammiraglia,  la  pirofregata  “Maria  Adelaide”,  le
              pirofregate “Vittorio Emanuele” e “Carlo Alberto”, le corvette a ruo-
              te  “Costituzione”  e  “Governolo”, e l’avviso a ruote  “Monzambano”.
              Durante la navigazione la flotta venne raggiunta dalla fregata “San Mi-
              chele”, dal brigantino “Azzardoso” e i piroscafi “Tanaro” e “Conte di
              Cavour” ed il giorno 16 giunse in vista del promontorio del Conero senza
              incontrare ostacoli.
                 Il porto di Ancona era ottimamente difeso, protetto a sud dalla Lanter-
              na fortificata, a nord dal Lazzaretto e dal promontorio del Monte Conero a
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              forma di gomito piegato   che, insieme al colle Guasco, proteggeva il più

              44  Fondata dai Greci di Siracusa nel 387 a.C., fu chiamata per questo motivo ’Aγκών, ankòn, che
                 in greco significava appunto gomito.


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