Page 49 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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L'ordinamento



                 Contemporaneamente  si tentava un colpo di mano impiegando due
              squadre di fanti di marina e di marinai della “Maria Adelaide” imbarcate
              su scialuppe e trainate a rimorchio del “Mozambano” che ebbero l’incari-
              co di aprire le robuste catene che sbarravano il porto in modo da favorire
              l’ingresso della squadra; il tentativò fallì ma venne reiterato la sera del 26
              quando il contingente riuscì a sbarcare iniziando a rimuovere l’ostacolo,
              ma scoperto ancora una volta, dovettere desistere e reimbarcarsi.
                 A quel punto Persano, preso atto dell'impossibilità di rimuovere gli osta-
              coli che impedivano l’accesso al porto, decise l'attacco diretto anche perchè
              le riserve di carbone iniziavano a scarseggiare; a tale scopo la mattina del 28
              settembre convocò il suo stato maggiore per dare le necessarie disposizioni,
              ricevendo però l’appoggio del solo comandante della “Vittorio Emanue-
              le” Giovan Battista Albini e l’opposizione degli altri ufficiali preoccupati
              dalla mancanza di carbone e di approdi, il che, in caso di danneggiamen-
              to delle unità, ne avrebbero comportato l'inevitabile autoaffondamento.
              Persano, pur prendendo atto delle motivazioni  dei suoi comandanti,
              dispose l'inizio dell’attacco in massa del porto: alle ore 13 del 28 set-
              tembre  la  “Vittorio  Emanuele”,  il  “Governolo”  e  la  “Costituzione”
              iniziarono il bombardamento anche per liberare i bersaglieri che erano
              rimasti bloccati dal fuoco nemico a Porta Pia ed al Lazzaretto, ostaco-
              lati  però dal forte vento da Scirocco e dal micidiale  fuoco della  Lan-
              terna,  sulla  quale  si concentrò  il  fuoco della  “Vittorio  Emanuele” che
              centrò  infine  con  una  granata  il  deposito  delle  polveri  provocando-
              ne la totale distruzione ed uccidendo 125 dei 150 cannonieri pontifici.
              Lo scoppio della Lanterna costrinse alla resa i pontifici: alle 18.45 del 28
              settembre 1860 il maggiore Mauri venne accolto a bordo della “Carlo
              Alberto” per chiedere, a nome del generale La Moricière, l’armistizio.
                 Persano, fatto accompagnare il parlamentare dal generale Fanti, rima-

                 di 20.000 metri quadrati, separato dalla terraferma dal canale detto Mandracchio; costituiva
                 allo stesso tempo una fortificazione a difesa del porto, un deposito per le merci e la protezione
                 del porto dall'azione del mare.
                 Era possibile raggiungerlo solamente con imbarcazioni ed il rifornimento idrico era assicurato
                 da una rete sotterranea di cisterne collegate a tre pozzi, situati nel piccolo tempio neoclassi-
                 co dedicato a San Rocco, presente al centro del cortile interno. Il Lazzaretto poteva ospitare,
                 oltre ad una grande quantità di merci, fino a 2.000 persone ed al suo interno si trovavano i
                 locali del Lazzaretto vero e proprio destinati alla quarantena ed i depositi situati lungo la parte
                 esterna.


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