Page 309 - Il Regio Esercito e i suoi archivi - Una storia di tutela e salvaguardia della memoria contemporanea
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Cenni sui Criteri di gestione doCumentaria nel regio eserCito 309
II. Esempi di organizzazione delle carte
Gli strumenti utilizzati per l’aggregazione delle carte, che saranno oggetto
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dell’analisi che segue , assumono un particolare valore per conoscere e giudica-
re, sebbene a puro titolo esemplificativo, alcune delle scelte di fatto adottate dalle
istituzioni militari per organizzare la propria memoria documentaria e, conse-
guentemente, la loro «capacità di autodocumentarsi» in rapporto alle finalità
pratiche , al di là, quindi, degli schemi generali di riferimento, elaborati e diffu-
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si dalle autorità centrali e, ancora, considerando lo stato attuale della maggior
parte degli archivi custoditi dall’Ufficio storico e dai musei dell’Esercito, ogget-
to, in passato, di smembramenti e riaccorpamenti che ne hanno «cancellato» la
conformazione originaria.
1. Gli archivi dell’organo di vertice
La visione generale sulla «qualità» dei criteri di classificazione dei documen-
ti, utilizzati nell’ambito della Forza armata, ha come punto di partenza due arti-
colazioni dello Stato maggiore dell’Esercito, la Segreteria e il Reparto operazio-
ni; strutture su cui forniremo anche una breve ricostruzione funzionale al fine di
facilitare la contestualizzazione e la valutazione delle modalità adoperate per
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strutturare la documentazione prodotta .
Le disposizioni del 1814, che avevano ricostituito il Real corpo di Stato mag-
giore generale dell’Armata sarda, attribuivano all’organo centrale competenze
non più solo circoscritte all’aspetto esecutivo ma anche inerenti al settore logisti-
co, al servizio informazioni e alla collaborazione attiva, prima e durante le opera-
zioni.
Il riordinamento del 1831, oltre a suddividere il quartier mastro generale in
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30 Si precisa che in parte, questi schemi di classificazione, sono stati ricostruiti da chi scrive
soprattutto grazie all’esame degli inventari redatti dall’Ufficio storico dell’Esercito e
disponibili al momento della ricerca.
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«È a questo scopo che l’archivio riceve un ‘ordine’» fin dal momento della sua creazione. Cfr.
C. Pavone, Ma è poi tanto pacifico che l’archivio rispecchi l’istituto?, in Intorno agli archivi
e alle istituzioni. Scritti di Claudio Pavone, a cura di i. zanni rosiello, Roma, Ministero per
i beni e le attività culturali, Dipartimento per i beni archivistici e librari, Direzione generale
per gli Archivi, 2004 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Saggi, 84), p. 73.
32 Sull’evoluzione ordinativa e funzionale dell’organo di vertice del Regio esercito si vedano
anche, in questo volume, le pp. 82-123.
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Carica introdotta da un regolamento del 1816.

