Page 153 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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La Liberazione deLL’itaLia CentraLe e Lo sCiogLimento deLL’eserCito meridionaLe. 153
i punti nevralgici da porre sotto attacco e di dichiarare il blocco della città.
Ancona fu dunque investita dal 24 al 29 settembre dal mare dalla flotta dell’ammiraglio Persano e
da terra dall’artiglieria del di Revel con batterie da campo da 16 libbre, da 8 e da obici e con i cannoni
rigati Stanhope.
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Il parco d’assedio invece, partito dal porto di Genova il 5 settembre e sbarcato nella rada di Umana,
poté essere impiegato solo dalla tarda serata del 28, quando ormai le sorti del blocco erano decise. L’e-
pisodio culminante avvenne proprio il 28 nel pomeriggio, quando dal piroscafo Vittorio Emanuele partì
la bordata che colpì la polveriera della batteria della Lanterna facendola esplodere e costringendo il
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generale Lamoricière a trattare la resa.
9 «Inventati da Cavalli, e così chiamati per l’affusto a foggia di barroccio, tirato da un cavallo porta –stanghe. Eravi un seggio per due
artiglieri, e cofani per munizioni. Con un meccanismo si abbassavano spranghe di ferro le quali puntando in terra facevano l’ufficio
della coda dell’affusto. Comandava questa sezione il tenente Carlo Belgiojoso, figlio del Podestà di Milano». Cfr. Genova Thaon di
Revel, Da Ancona a Napoli, cit., p. 45n.
10 Questa la descrizione dell’episodio decisivo vista dalla parte dei difensori di Ancona: «Erano le quattro e mezzo, e questa pugna,
cominciata poco dopo il mezzo dì, proseguiva ancora in condizioni sproporzionate e sembrava dovesse durare ancora più lungamente
perché gli austriaci avevano stanziato difendersi finché sol uno di loro sopravvivesse. Ad un tratto un obice, passando per una troniera
slabbrata, penetrò in un magazzino di polvere. Allora apparve dapprima un’immensa nube di fumo, e pochi secondi appresso s’udì uno
spaventevole scoppio: era saltato in aria il forte della Lunetta, seppellendo sotto le macerie tutti i suoi difensori». Cfr. Narrazione della
battaglia di Castelfidardo e dell’assedio di Ancona scritta da un Romano, Italia, 1860, p. 225.

