Page 154 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Genova, ormai mezzo diplomatico, come si definiva, fu incaricato da Fanti, insieme a due altri uffi-
ciali, di trattare la capitolazione con il comandante dell’armata pontificia. La mattina del 30 settembre,
3 generali, 145 ufficiali e circa 6000 soldati consegnarono le armi e si imbarcarono come prigionieri di
guerra per il porto di Genova. Il di Revel prese in consegna i pezzi di artiglieria, in tutto 154, le muni-
zioni, gli animali e gli equipaggiamenti che provvide a distribuire tra le batterie dell’esercito italiano e
il treno.
Si concludeva così in soli diciotto giorni la campagna nelle Marche e nell’Umbria. Faites vite! aveva
raccomandato in modo insistente Napoleone III nel corso delle trattative diplomatiche che avevano pre-
ceduto l’inizio delle operazioni militari e velocemente si fece.
Lo sviluppo positivo degli eventi rappresentò per Genova una conferma della legittimità dell’impre-
sa. Oltre a ciò era venuto a sapere, secondo quanto riferiva in una lettera Emanuele Lucerna di Rorà, che
anche la controversia politica con la Francia, che poteva avere pericolose conseguenze, pareva superata,
grazie al telegramma di Vittorio Emanuele a Napoleone III che giustificava l’urgenza della spedizione a
Napoli, onde impedire la proclamazione della repubblica italiana.
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Il 3 ottobre il re sbarcava ad Ancona per assumere il comando dell’armata che si sarebbe mossa verso
l’Abruzzo per invadere il territorio del Regno delle Due Sicilie e il di Revel poteva esprimere tutta il
proprio compiacimento al fratello per l’entusiasmo con cui il sovrano era stato accolto dalle popolazioni.
Ormai ogni perplessità sulla spedizione era accantonata, tanto più che a confortarlo era giunta l’attesa
11 Genova Thaon di Revel, Da Ancona a Napoli, cit., p. 55.
capitolo sesto

