Page 217 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Il Veneto sI unIsce all’ItalIa 1866 217
nia pubblica nel Palazzo Ducale accompagna-
ta dallo Stato Maggiore della nave Provence,
alla fonda nel canale di San Marco. Genova
affrontò direttamente Lebœuf prospettando-
gli i pericoli di una scelta così azzardata:
“Mi protesto irresponsabile se, volendo
voi effettuare la retrocessione in un sito
pubblico, succederà un concorso
con fischi e grida insultanti od
una diserzione completa che
lasciandovi nel vuoto diven-
terebbe pur essa offensiva.
Dirò di più, se persistete nel-
la vostra idea di Palazzo Du-
cale, temo fortemente che i tre
Notabili vi si rifiuteranno e due di
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essi abbandoneranno Venezia. “
Finalmente l’intricata vicenda si av-
viò a conclusione con scadenze serrate.
Il 19 ottobre alle 7 del mattino, in forma
del tutto riservata nell’albergo Europa
dove risiedeva il Commissario francese,
il generale Mœring consegnò il Lombar-
do - Veneto (quello che restava dopo la guerra del 1859) alla
Francia. Alle 7,30 ebbe luogo la consegna della città di Venezia al
consigliere anziano Marcantonio Gaspari che fungeva da Podestà.
Alle 8 Lebœuf consegnò alla commissione dei Notabili (Emi –Kelder
era assente perché indisposto) il Veneto. Alle 8,30 il generale Wilhelm von Alemann lasciava la città.
Finalmente, in Piazza San Marco, presenti le truppe dell’esercito italiano e le principali autorità muni-
cipali,
“allo scoccar del primo colpo delle ore 9 tre vaste bandiere nazionali furono contemporaneamente
issate sulle antenne. Non saprei sufficientemente descrivere l’emozione entusiastica che provammo
tutti in quell’istante. Fu un sol grido di gioja, un applauso frenetico, una corrente elettrica che im-
pressionò e commosse tutti gli astanti”.
Il generale Lebœuf partì l’indomani e nessuno lo salutò; di tutta la lunga trattativa tra i commissari
militari la Gazzetta di Venezia riportò il 20 ottobre solo un trafiletto: Questa mattina in una camera
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dell’albergo Europa si è fatta la cessione del Veneto.
L’entusiasmo dei veneziani non si esaurì con l’emozionante alzabandiera in piazza San Marco. La
sera precedente il plebiscito, fissato per il 21 e 22 ottobre, una gran folla si era radunata sotto le finestre
dell’albergo dove alloggiava il di Revel per tributargli un’ovazione, a lui che in quel momento rappre-
sentava il Regno d’Italia e Vittorio Emanuele. Nelle sue memorie Genova sottolineava la presenza, in
43 Ivi, p.136.
44 «Il generale di Revel a Bettino Ricasoli. Venezia, 20 ottobre 1866. Ogni cosa è terminata nel Veneto, malgrado le lentezze prodigate
dall’Austria e gli imbarazzi suscitati dal Commissario francese. Posso accertare però che l’azione di questi fu completamente eclissata,
e servendomi d’una espressione stessa del generale Lebœuf, si può dire che la France a été etouffée entre deux portes. Però egli parte
soddisfatto che non l’ho lasciato fischiare come temeva dopo gli ultimi imbarazzi». Cfr. Carteggi di Bettino Ricasoli, cit., vol. XXIV,
p.158. Cfr. anche Genova Thaon di Revel, La cessione del Veneto, cit., p. 148.

