Page 213 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Il Veneto sI unIsce all’ItalIa 1866 213
l’autorizzazione dal Ministero di Vienna, si disse disposto a cedere subito la piazza di Verona al di Revel
per evitare altri incidenti.
La decisione creò però un forte attrito con Lebœuf che, sentendosi scavalcato, protestò con violenza
ricordando che il Veneto era stato ceduto dall’imperatore Francesco Giuseppe alla Francia e che quindi il
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comandante austriaco non aveva nessuna autorità per prendere quel provvedimento. In realtà, secondo
gli accordi pattuiti, il trasferimento poteva avere inizio il 7 ottobre, giorno in cui era stata notificata a
Vienna la ratifica di Vittorio Emanuele del trattato di pace. Il 9 ottobre avvenne così la prima cessione: la
fortezza di Peschiera fu consegnata dal generale Mœring a Lebœuf e da questi finalmente a un ufficiale
dell’esercito italiano.
Nei giorni seguenti furono cedute Mantova e Legnago e infine Verona che vedeva cessare il dominio
austriaco tra l’entusiasmo della popolazione dopo 54 anni, 8 mesi e 21 giorni.
Venezia ed) a Verona. Non è degno di un popolo che rispetta sé stesso e la Nazione cui appartiene levarsi contro chi è sulle mosse
per partire. Non è lecito sconoscere o dimenticare che pure jeri fu segnata la pace fra l’Italia e l’Austria e male si prepara al Regno
della libertà, e dell’indipendenza coi tumulti e coi conflitti incomposti. La prego di dire queste cose in nome suo ai suoi concittadini, e
confido che la prima parola che loro volgo in nome del Re d’Italia sarà ascoltata». Cfr. Carteggi di Bettino Ricasoli. A cura di Sergio
Camerani e Gaetano Arfè. cit., vol. XXIV, p. 66.
35 Era l’aspetto più controverso e delicato della trattativa. Revel aveva già fatto presente a Ricasoli pochi giorni prima degli incidenti di
Verona come su questo punto potessero nascere degli attriti: «Se non vi fosse il principio che l’Austria cede alla Francia, che questa
resta quindi padrona un istante della Venezia, e che l’Italia non può muoversi prima della retrocessione, l’evacuazione ed occupazione
sarebbero operazioni semplicissime. Ma ogni volta che v’ha apparenza di accordo tra Mœring e me, Lebœuf se ne adombra temendo
di essere messo da parte!» Cfr. Carteggi di Bettino Ricasoli. A cura di Sergio Camerani e Gaetano Arfè. cit., Vol XXIV, p. 45.

