Page 211 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Il Veneto sI unIsce all’ItalIa 1866                               211










































                           Rinsaldò quindi i rapporti con il generale Mœring che era irritato quanto lui dai modi protettivi e dalle
                        frasi tronfie di Lebœuf e scelse di appoggiarsi al ministro della Guerra Cugia e al generale Cialdini.
                             “Se avessi seguito il sistema di chiedere istruzioni prima di agire, non so quale pasticcio sarebbe
                             occorso, perché ciascuno la pensava a modo suo, e mancavano assolutamente la base e l’unità del
                             concetto. Ricasoli non voleva assolutamente che avessi riguardi per Lebœuf – Visconti Venosta dice-
                             va di lavorar d’accordo con Lebœuf. Cugia trovava utile di acquistare materiale se si aveva a prezzo
                             conveniente – Scialoia [sic]non voleva che si facessero acquisti perché non aveva denari – Nigra
                             consigliava riguardi alla Francia – Menabrea all’Austria – I Commissari Regi civili di Padova e
                             Treviso volevano mischiarsi delle cose riguardanti i rapporti dei comuni coi militari.”
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                           Comunque non poteva naturalmente prescindere del tutto dal governo di Firenze. Cugia gli aveva tra-
                        smesso una lunga lettera del presidente del Consiglio Ricasoli risentito e preoccupato perché a Venezia,
                        a Mantova e a Verona non erano ancora stati nominati i commissari civili italiani, per cui l’esercito regio
                        non vi poteva ancora entrare e i municipi rimanevano così in una sorta di terra di nessuno, ma affidati di
                        fatto al Commissario francese, al quale Ricasoli non risparmiava davvero pesanti apprezzamenti:
                             “Convien tentare tutte le vie per annullare la presenza di Lebœuf (…) credo però che più si stringe-
                             ranno le relazioni tra i due generali austriaco e italiano; più che l’austriaco vedrà l’impegno nostro
                             di far partire le truppe austriache con decoro e più annulleremo la presenza stupida e inutile del
                             Commissario francese vero camorrista su larga scala, che vuol profittare dell’altrui fatica senza
                             aver fatto uno zero.”
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                           Il di Revel scrisse al presidente del Consiglio il 5 ottobre per tranquillizzarlo, spiegando in modo
                        dettagliato quanto aveva concordato sulla cessione del Veneto:
                             “Mentre escono le ultime truppe, il generale Mœring rimette la piazza al generale Lebœuf, il quale

                           Cfr. Carteggi di Bettino Ricasoli. A cura di Sergio Camerani e Gaetano Arfè, cit., Vol XXIII, p. 436.
                        28  Genova Thaon di Revel, La cessione del Veneto, cit., p. 56.
                        29  Ivi, p. 77.
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