Page 207 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Il Veneto sI unIsce all’ItalIa 1866 207
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avrebbe consegnato il Veneto al generale Edmond Lebœuf che a sua volta lo avrebbe ceduto alle auto-
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rità italiane, dopo che le popolazioni avessero espresso la loro volontà attraverso un plebiscito. In realtà
rimanevano da consegnare solo le fortezze del Quadrilatero, la città di Palmanova e Venezia. Infatti nelle
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restanti località della regione erano già entrate le truppe regie e si erano già insediate le autorità italiane.
Il di Revel dunque doveva concordare il modo in cui si sarebbe effettuato lo sgombero della città e
delle fortezze del Veneto ancora controllate dagli austriaci; procedere inoltre a un’inventariazione del
materiale bellico che non era trasportabile. L’incarico aveva certamente una valenza tecnico-amministra-
tiva prevalente, ma anche un aspetto diplomatico e politico non marginale. Visconti Venosta chiedeva
i generali italiani Petitti e Bariola. Nominato Commissario imperiale per la cessione del Veneto, stabilì un’intesa cordiale e costruttiva
con Revel. Nel 1868 fu nominato Luogotenente di Trieste.
12 Edmond Lebœuf (Parigi1809 – Argentan 1888) Prese parte ai moti del 1830 e nello stesso anno entrò nella Scuola di Applicazione di
Artiglieria di Metz. Prese parte alla guerra di Crimea e comandò l’artiglieria del II Corpo d’Armata nell’assedio di Sebastopoli. Nel
1859 entrò a far parte dello Stato maggiore francese e a Solferino ebbe un ruolo di rilievo nella direzione dell’artiglieria a Cà Morino,
a nord est di Medole. Nel settembre 1866, divenuto aiutante di campo di Napoleone III, fu inviato a Venezia per trattare la cessione del
Veneto. Nel 1870, alla vigilia della guerra franco – prussiano fu nominato senatore e Maresciallo di Francia.
13 Su tutta la procedura e in particolare sul ruolo del Commissario francese Ricasoli, scrivendo a Nigra, esprimeva un giudizio particolar-
mente critico: « Quanto al Commissario francese, ripeto, occorre imporgli istruzioni precise da non varcarsi per troppo zelo, altrimenti
s’intopperà in qualche dispiacere; sia la sua un’opera semplice, modesta; sia limitata a prendere atto della consegna delle fortezze, e di
una dichiarazione, se così si vuole, e nulla più, onde ripeto, non s’incontri qualche attrito che vorrei a qualunque costo evitare (…) Ho
già detto che la missione Lebœuf fu un infelice pensiero. Essa è ingiustificata sotto tutti gli aspetti, e la riguarderò con animo sospeso
finché io non la vegga esaurita». Cfr. Carteggi di Bettino Ricasoli, cit., Vol. XIII, p. 396.
14 Ministero dell’Interno. Pubblicazioni degli archivi di Stato, Gli archivi dei regi commissari nelle province del Veneto e di Mantova,
1866, [s.n.], Roma, 1968, vol. I, Inventari, p. 3.

