Page 291 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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L’uLtima stagione 1868 -1910 291
ufficiali che servirono onorevolmente. Propongo a V.E. che nel prossimo bollettino militare venga
incluso il soppresso elenco, quando non creda più opportuno altro mezzo. Comunque non potrei
rassegnarmi a vedere il mio nome escluso dai ruoli militari. Se V.E. non crede usare alcuna rettifica,
mi rivolgerò a S.M. il Re comandante supremo dell’Esercito. Per ora non posso firmarmi che quale
ex collega Genova di Revel .” 139
Un programma conservatore riformista
L’ultimo impegno pubblico di Genova Thaon di Revel fu l’adesione, come primo firmatario, alla
proposta avanzata nel febbraio 1908 da La Rassegna Nazionale per la formazione di un nuovo partito
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politico in cui le forze cattoliche e moderate potessero riunirsi, obiettivo che era stato la bandiera della
rivista sin dalla sua nascita nel luglio del 1879, la ragione stessa della sua esistenza e che aveva animato
le speranze dei redattori e di tutti i collaboratori del periodico diretto dal marchese Manfredo da Passano.
La linea politica della rivista si era espressa lungo l’arco trentennale della sua esistenza, pur con na-
turali accenti dissonanti, su posizioni di fedeltà indiscussa alla monarchia, di difesa ardente dei principi
della religione cattolica, del sentimento della patria e dell’esercito, di opposizione strenua al movimento
socialista, agli intransigenti e ai «sovversivi» in genere.
Il programma per il nuovo partito, frutto di un lungo confronto tra quanti si riconoscevano nella linea
politica de La Rassegna Nazionale e redatto da Carlo Andrea Fabbricotti, nasceva dunque su basi ide-
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ali pienamente condivise e sui principi strenuamente difesi da Genova di Revel. Desta perciò una certa
sorpresa non ritrovare nelle lettere scritte in quel periodo dal vecchio generale ai suoi abituali corrispon-
denti, in particolare al vescovo Bonomelli e al marchese da Passano, alcun accenno, favorevole o critico,
sul proposito del nuovo raggruppamento conservatore riformista. Questa lacuna, frutto certamente della
difficoltà nel reperire la documentazione, apre però la via ad alcune ipotesi interpretative. La prima,
che il nome del generale come primo firmatario, in una posizione perciò di piena evidenza, fosse stato
inserito, si potrebbe dire quasi d’ufficio, considerati il suo prestigio, la sua autorevolezza nell’ambiente
moderato e i suoi ancora eccellenti rapporti con la Corte e la Real Casa. Insomma un’adesione passiva,
dovuta magari alla stanchezza, all’età ormai davvero avanzata (avrebbe compiuto a novembre novantun
anni), quindi poco ponderata e debolmente significativa. Una congettura più che plausibile, se non fosse
contraddetta dalla pubblicazione, sul numero della rivista immediatamente precedente la presentazione
del programma conservatore, di una breve nota del conte di Revel sul duello, scritta con la consueta
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lucidità e precisione.
139 Collezione privata, Carte GTR, Milano, 20 marzo 1907. La risposta del ministro fu immediata e di soddisfazione per il di Revel: «Ho
voluto consacrare, perché fosse specifico segno d’onore, un volume apposito, per iscrivervi i nomi di tutti indistintamente gli ufficiali
valorosi (non dei soli generali), che tanto contribuirono a darci una patria libera ed indipendente, e che la fortuna d’Italia conserva
ancora in vita, affinché siano esempio di virtù militari e di ardente patriottismo alle nuove generazioni».
140 Un programma conservatore riformista, in «La Rassegna Nazionale», cit. fasc. 1 e 16 febbraio 1908, p. 261. Sulla genesi del progetto
e sul vivace dibattito tra gli estensori del programma si veda l’ampia, documentata trattazione di Ornella Confessore, Conservatorismo
politico e riformismo religioso, cit., p. 367 – 414.
141 Carlo Andrea Fabbricotti (Carrara 1864 – Ivi 1935) figlio di Carlo, un facoltoso imprenditore dell’industria marmifera a Carrara, si
dedicò alla carriera diplomatica divenendo ambasciatore a Pietroburgo. Iniziò la collaborazione alla rivista nella primavera del 1906
e, mettendo a frutto la propria esperienza, si occupò di politica estera.
142 Genova Thaon di Revel, Un veterano e il duello in «La Rassegna Nazionale», cit., 16 gennaio 1908, p. 145. Il di Revel, presidente
onorario della Lega Antiduellistica italiana aveva inviato una lettera a Ponzio Vaglia, ministro della Real casa, perché il re accettasse il
patrocinio della associazione. La positiva risposta di Vittorio Emanuele III lo inorgoglì e così volle ricordare in una breve nota la sua
personale avversione al duello: «La mia istintiva avversione a risolvere con le armi una questione, così detta d’onore, venne rafforzata
nel vedere come in Inghilterra fin dal 1846 l’uso del duello fosse intieramente abolito per merito del principe Consorte, che seppe così
prevenire l’opinione pubblica. Nel 1855 trovandomi commissario di S. M. il Re presso il quartier generale inglese in Crimea potei
constatare de visu come l’abolizione del duello avesse avuto il vantaggio di rendere gli ufficiali inglesi più corretti nei loro mutui rap-

