Page 288 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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               scagliato definendoli nel giugno 1898 “libelli clandestini e sostenitori del potere temporale”. 124
                   In questa situazione di inquietudine si moltiplicarono gli appelli alla Santa Sede perché fosse revo-
               cato il divieto per i cattolici di partecipare alle elezioni politiche in modo da consentire la formazione
               di uno schieramento, non di un partito, di singoli candidati conservatori e liberali che contrastassero
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               l’affermazione delle forze «sovversive».  L’iniziativa partì dalla Lombardia, dagli ambienti con cui il
               generale di Revel si trovava in piena sintonia ideale e dalle persone cui era legato da profonda amicizia,
               dall’arcivescovo Bonomelli, dall’entourage de La Rassegna Nazionale e dalla sua stessa famiglia per
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               merito della figlia Sabina . “Fate quel che vi detta la vostra coscienza”, questa fu la frase che Pio X
               pronunciò nel corso dell’udienza con la delegazione bergamasca il 17 ottobre 1904.
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                  Finalmente, alla vigilia dello scioglimento delle Camere, grazie anche alla sempre maggiore indul-
               genza del pontefice, lo schieramento dei moderati poté esprimere candidati appartenenti al mondo catto-
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               lico. A Milano per il quarto collegio fu scelto Carlo Ottavio Cornaggia.
                     “E’ notevole il fatto di Cornaggia. Egli si è portato da uomo valente e rispettabile. Fu aspramente
                     censurato da destra e da sinistra, ma parlò chiaro ed attualmente non si osa più calunniarlo. Sarà
                     eletto? Spero di sì, e sarà una lezione per quei capi di gruppo, che si fanno gradino del non expedit
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                     per conservarsi in auge! Quanto è ridicola la paura di un partito cattolico alla Camera! “
                  Le elezioni confermarono la bontà della scelta della partecipazione cattolica alla vita politica, da tem-
               po auspicata dal generale e dai moderati. Era pur vero che Giolitti sembrava agire proprio per contrastare
               alla Camera la formazione di un partito d’ordine sostituendo il moderato Biancheri con il radicale Mar-
               cora alla presidenza dell’assemblea di Montecitorio, ma si era finalmente giunti a una svolta decisiva, la
               situazione si era meravigliosamente chiarita:
                     “Non fui mai pessimista, ed ora men che mai, scorgendo il risveglio morale nelle popolazioni. Mi-
                     lano ha emendato i suoi fatti di settembre [lo sciopero generale], colle sue elezioni politiche ed am-
                     ministrative. Il maggior guadagno sta nel modo col quale i cattolici presero parte a queste elezioni.
                     Una lettera del Papa, opinioni espresse a voce ed anche scritte o pubblicate da giornale, hanno
                     meravigliosamente chiarito la posizione dei cattolici nella questione politica, ed essi si regolarono
                     secondo tale norma (…) Giolitti vuol far credere che favorì secretamente i liberali, ma intanto cer-
                     ca impedire alla Camera si formi un partito conservatore, e suscita la discordia col promuovere la


               124 Esemplare la reazione del parroco di San Francesca Romana ai cinque giorni di sciopero generale: «I più elementari diritti naturali e
                   civili, i postulati primissimi della libertà, le più legittime esigenze del consorzio civile furono calpestati da turbe vandaliche, da assas-
                   sini, da affamatori, da beduini all’ennesima potenza, che si sostituirono alle inebetite autorità amministrative e politiche, supinamente
                   asservite e conniventi, oppure impedite nella generosa azione da un Governo amorfo, codardamente opportunista, sorrettosi fino a
                   poco tempo addietro coll’appoggio precisamente degli autori fautori delle recenti gesta anarchiche». Cfr. Silvia Pizzetti, i cattolici
                   milanesi e la fine del non expedit, cit., p.93. Le considerazioni di Revel in BAM, Archivio Bonomelli, cart.16, lett. 149, 155, Milano 7,
                   14 giugno 1898.
               125 Ornella Confessore, Conservatorismo politico, cit., p. 268
               126 A proposito di una lettera che Bonomelli inviò il 2 ottobre a Pio X perché non ribadisse il non expedit in occasione delle prossime
                   elezioni, Sabina di Revel scriveva tra l’altro: «Come ha fatto bene a scrivere al Papa!!! Al meno la verità gli fu detta». Cfr. BAM,
                   Archivio Bonomelli, cart.22, lett. 281 Como 9 ottobre 1904.
               127 Cfr. Ornella Confessore, Conservatorismo politico, cit., p. 270.
               128 Carlo Ottavio Cornaggia Medici (Milano 1845 – Ivi 1935) Appartenente a una famiglia profondamente cattolica, il Cornaggia, pur sen-
                   sibile alle ragioni di protesta della Chiesa, sostenne sempre che la fede religiosa non escludeva, ma anzi imponeva una piena adesione
                   ai nuovi istituti nazionali e una fattiva partecipazione alle lotte politiche. Per questo si adoperò perché il nuovo stato unitario trovasse
                   una via di conciliazione con il Vaticano. Il suo impegno si concretizzò nel 1888 con l’acquisto del quotidiano milanese La Lega Lom-
                   barda, portavoce del cattolicesimo moderato e contraltare dell’intransigente osservatore Cattolico. Dalle colonne del giornale che
                   diresse per qualche tempo ripeté con cautela, ma determinazione, la necessità che il mondo cattolico tornasse all’impegno politico,
                   senza però giungere alla formazione di un partito. Alle elezioni politiche del 1904, scelto come candidato dello schieramento mode-
                   rato per il IV collegio di Milano, ribadì la sua idea a favore di un forte partito d’ordine clericale e moderato, ma che non assumesse le
                   connotazioni di partito cattolico. Rimase in Parlamento sino al 1913, quando, alle prime elezioni a suffragio universale, non fu rieletto.
               129 BAM, Archivio Bonomelli, cart. 22, lett. 295, Como 4 novembre 1904.
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