Page 290 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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               generale, si erano trovati sulla stessa sponda dei liberali per l’elezione di candidati d’ordine.
                  Anche la contessa Sabina Parravicino, figlia del generale di Revel, si impegnò a fondo nel sostegno ai
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               candidati conservatori e nell’opera di persuasione dei democratici cristiani a lei più vicini.  Le elezioni
               amministrative tenute a Milano il 29 gennaio 1905 videro il successo dell’alleanza moderata che portò alla
               formazione della giunta Ponti e mostrava che la strada della conciliazione era stata finalmente tracciata




               Mi trovo decano sotto tutti i rapporti

                  Il conte di Revel poteva quindi guardare al futuro con più sereno animo e, quasi a conferma della
               riconciliazione anche con la Corte, gli pervenne il 15 agosto un telegramma firmato suo affezionatissimo
               cugino Vittorio Emanuele che gli annunciava, in occasione del 50° anniversario della guerra di Crimea,
               il conferimento della più alta e più ambita onorificenza di casa Savoia: il collare della SS. Annunziata
                     Oramai mi preme di più meritarmi ricompensa pel infinito avvenire, che non pel lungo passato (…)
                     Mi trovo decano sotto tutti i rapporti, per cui nel commemorare la Cernaja, il Re ha pensato al de-
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                     cano
                  E decano in tutte le occasioni ormai risultava davvero il di Revel che si avviava a compiere 88 anni.
               Eppure nonostante l’età avanzata, la sordità quasi completa che lo affliggeva ormai da qualche tempo ,
                                                                                                                133
               il vecchio combattente continuava a seguire con un’attenzione e una lucidità davvero sorprendenti le
               vicende politiche italiane ed europee. Non c’era avvenimento di rilievo discusso alla Camera o che
               accadesse in Italia che non trovasse il puntuale commento per l’amico Bonomelli o per il collega Bava
               Beccaris, fosse il terremoto in Calabria e l’evidente divario sociale e culturale, ancora non colmato, tra il
               Nord e il Sud del paese,  la nomina di un ministro cui si vantava di aver contribuito , o, all’estremità
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               del mondo, la guerra tra la Russia e il Giappone,  o ancora la reazione antimodernista della Chiesa alla
               pubblicazione del libro di Fogazzaro Il Santo
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                  Più in alto e al di sopra di tutto però rimaneva l’interesse per l’Italia: la strada iniziata dal movimento
               cattolico doveva proseguire secondo il principio Religione e Patria. E per il generale di Revel il baluardo
               per la Patria era e rimaneva l’Esercito, che vedeva minacciato nella sua integrità morale dai partiti e dai
               giornali sovversivi che sobillavano carabinieri e sottufficiali perché nientemeno aderissero agli sciope-
               ri.  Quanto tenesse lui stesso a essere e sentirsi ancora parte dell’Esercito fu testimoniato dalla ferma e
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               dura lettera scritta al ministro della Guerra Ettore Viganò poco prima dei novant’anni:
                     Eccellenza, nell’attuale Annuario Militare, venne soppresso l’Elenco degli Ufficiali in congedo cui
                     si conserva l’uso della divisa. Da tale disposizione risulta che questi ufficiali sono esclusi dai ruoli
                     militari. E una specie di morte civile-militare. Protesto contro questa esclusione inflitta a vecchi

               131 Ornella Confessore, Conservatorismo politico, cit., p. 273n.
               132 BAM, Archivio Bonomelli, cart.23, lett. 286, Como 15 agosto.
               133 «Da gran tempo era colpito da una sordità, che venne lentamente crescendo in modo che gli ultimi anni era pressocchè totale. Si
                   aiutava alcun poco colla cornetta acustica, ma, come è facile immaginare, riusciva grave e molesta a lui e a quelli, coi quali doveva
                   usarla. Non fu mai che in qualsiasi modo si mostrasse impaziente e dicesse parole di lamento per la sua infermità, tutto e sempre inteso
                   a non far cadere sugli altri la noia e il peso, che doveva cagionargli». Cfr. Geremia Bonomelli, Ritratti di tre personaggi italiani illustri
                   e moderni, cit., p. 41.
               134 BAM, Archivio Bonomelli, cart. 23, lett. 286, Como, 9 ottobre 1905.
               135 Ivi, cart. 24, lett. 104, 9 aprile 1906.
               136 MRM, Archivio Bava Beccaris, cart. 6, plico 4, s.l. [Milano] 12 maggio1905: «Se la flotta nipponica battesse la russa, potrebbe nascere
                   qualche incidente a motivo della neutralità. Se invece non succede uno scontro, è sperabile che si facesse la pace, la quale è necessaria
                   per la Russia, attesi i suoi guai in casa».
               137 BAM, Archivio Bonomelli, cart. 24, lett. 104, Milano 9 aprile 1906.
               138 Ivi, cart. 24, lett. 220, Como, 6 settembre 1906.
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