Page 285 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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L’uLtima stagione 1868 -1910 285
del lavoro? È un amalgama di uomini di ben
diversi precedenti politici, la cui coesione sta
nel desiderio di rimanere ministri! “ 113
Sugli scioperi e sul ruolo dei cattolici mi-
lanesi organizzati, sull’atteggiamento del go-
verno, il generale di Revel tornò ancora nel
mese di aprile così segnato in tutta Italia dalle
agitazioni agrarie e operaie. Ma in questo con-
testo di preoccupata osservazione degli eventi
espresse dure critiche anche alla Corona:
“Non approvo il Re che se ne va con la Regi-
na in automobile Sarò codino, ma le L.L. M
M. in automobile correndo per la strada pub-
blica, non mi pare dignitoso. Avranno forse
degli agenti di sicurezza ciclisti, ma anche
questi formeranno un convoglio da settima-
na grassa o mezza quaresima! Temo che il
Re, privo di consiglieri sodi e istruiti e po-
liticamente pratici, si perda in quelle occu-
pazioni di sport o di collezioni, invece di in-
tervenire nelle cose dello stato. Non c’è una
schiera d’uomini seri e onorevoli, per fare il
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parafulmine all’elettricità della piazza.”
Non fu certamente un caso che, proprio in
quel periodo, Revel pubblicasse su la rasse-
gna Nazionale del 1901 e del 1902 cinque lun-
ghi articoli sulla figura di Carlo Alberto, sui
rapporti che il principe di Carignano ebbe con
il padre Ignazio Isidoro, con il fratello Ottavio
e infine con lui. Il ritratto di un sovrano fiero,
coraggioso, infelice e sfortunato, ma capace,
ecco la critica a Vittorio Emanuele III e l’orgoglioso ricordo della sua famiglia, di circondarsi di uomini
di indubbio valore e di conquistarne l’amicizia. La sua critica era comunque sempre rivolta, più che
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al sovrano, alla classe dirigente che procedeva nell‘opera di laicizzazione degli istituti dello Stato italia-
no.
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113 BAM, Archivio Bonomelli, cart.19, lett. 29, Milano, 14 febbraio 1901.
114 Ivi, lett. 224, Milano, 11 Aprile 1901.
115 Genova Thaon di Revel, Carlo Alberto, principe di Savoia Carignano, fasc. del 16 settembre e del 1 ottobre 1901; Carlo Alberto da
Milano a Novara, fasc. del 16 febbraio 1902; Carlo Alberto, fasc. del 16 marzo e del 1 aprile 1902, in «La Rassegna Nazionale», cit.
116 Dopo il riconoscimento del solo matrimonio civile come legittima unione, ora il Parlamento per iniziativa degli onorevoli Agostino
Berenini e Alberto Borciani si preparava a presentare un disegno di legge sul divorzio contro il quale di Revel si prodigò con la sua
influenza e l’autorevolezza del suo nome per mobilitare i cattolici moderati. Il progetto, un ultimo segno dell’anticlericalismo dello
Stato sostenuto dallo Zanardelli, era destinato, come i precedenti, al naufragio. Anche Geremia Bonomelli dava per certa la bocciatura
del disegno di legge sul divorzio la cui presentazione era stata annunciata nel discorso della Corona del 20 febbraio 1902. Scriveva
infatti al da Passano: «Parlai con lui [Zanardelli] anche del divorzio. Si proporrà il progetto, ma dal tutto insieme argomento che non
se la prenderà molto calda per questa legge infausta». Cfr. Archivio Manfredo Da Passano, Corrispondenza Collaboratori (Corr/Coll),
fascicolo Bonomelli, Nigoline, 20 ottobre 1902. La lettere è citata anche in Ornella Confessore, Conservatorismo politico e riformismo
religioso. La «Rassegna Nazionale» dal 1898 al 1909, Il Mulino, Bologna, 1971, p. 190n.

