Page 38 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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               Viva a tutti gli italiani

                  Malgrado i suoi foschi presagi il 14 giugno 1848 fu per lui un gran giorno, poteva coronare il sogno
               comune a tutti i giovani ufficiali. Al comando della sua batteria, la 9ª, aggregata alla brigata Guardie della
               divisione di riserva del Duca di Savoia, sfilò per il centro di Torino passando lungo i Ministeri e sotto Pa-
               lazzo Reale «ritto in sella giubilante» e si avviò lungo la strada per Milano insieme a un distaccamento di
               cavalleria. Il suo ingresso nella città fu elettrizzante: sperimentò di persona quello spirito aperto, carico di
               speranza e di dinamica fiducia per il futuro che, come diceva il d’Azeglio, caratterizzava la società milanese:
                     “Li 19 faceva la batteria un’entrata brillantissima in Milano accompagnata da sei pelottoni di ca-
                     valleria destinati ai sei reggimenti e comandati dal maggiore cav. De Beust. Il nostro arrivo fu
                     festeggiato con molte deputazioni, col suono a festa delle campane, ed infine con gran concorso di
                     popolo con bandiere. (…) si volle in una parola dimostrare dalle truppe lombarde alle prime piemon-
                     tesi che vedevano, il loro desio d’essere considerati fratelli d’arme.”  81
                  E brillantissimo davvero fu l’ingresso delle armi piemontesi nel capoluogo lombardo, se a confermar-
               lo era anche la cronaca de la voce del popolo, uno di quei fogli quotidiani che il di Revel indicava come
               il portavoce degli ambienti più critici verso la monarchia sabauda.
                     “Milano. Jeri alle 2 pomeridiane entrarono da Porta Vercellina 600 di bellissima Cavalleria Pie-
                     montese, con seguito di grossa e numerosa artiglieria. Agli applausi della moltitudine rispondevano
                     col grido unificatore di Viva Italia! Dopo breve riposo anche questa considerevol parte di armata si
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                     recherà al campo ad ingrossare le file dell’esercito.”
                  Per la prima volta dall’inizio della guerra il giovane capitano si sentiva contagiato dall’entusiasmo
               della popolazione e dei militari lombardi che gli erano andati incontro. Coglieva nei gesti di attenzione
               riservati a lui e ai suoi soldati la vicinanza dei milanesi e la loro speranza che si fosse giunti finalmente a
               una svolta storica tanto che proprio lui, timoroso di parlare in pubblico, si lasciò andare ad ardenti parole
               patriottiche, durante un sontuoso banchetto offerto dagli ufficiali lombardi al caffè Cova, in un brindisi
               di saluto all’indirizzo dell’esercito sardo:
                     “Perché truppe lombarde? Perché truppe piemontesi? No. Viva l’Artiglieria, viva la cavalleria ita-
                                                                                            83
                     liana! Viva a tutti gl’italiani armati pella santa causa della nostra patria bella!”
                  Se il giovane Genova sembrava conquistato dalla calorosa accoglienza milanese (complici forse an-
               che i numerosi brindisi) all’idea dell’unità nazionale della “nostra patria bella”, un’aria ben più pesante
               si respirava nella sua Torino davvero inquieta per l’evolversi della situazione politica. I piemontesi
               temevano che la convocazione di un’assemblea costituente eletta a suffragio universale per definire l’u-
               nione delle provincie lombarde e venete al Regno di Sardegna, mettesse in discussione la stessa forma
               di governo monarchico e addirittura la capitale del nuovo stato.

                     “Intanto la questione della Costituente, del suffragio universale – scriveva Costanza d’Azeglio il
                     24 giugno – e soprattutto del trasferimento della capitale, ha fatto sorgere a Torino una deplorevole
                     opposizione. Tutti sono divisi. Anche chi non critica apertamente si lagna della situazione. Stiamo
                     vivendo davvero in una condizione difficile e spiacevole. I milanesi poi sono davvero ingrati e esi-
                     genti. Dopo tutto quel che abbiamo fatto, desiderano rovinarci (…) Si dice che la Costituente è per

               81  Comando del Corpo di Stato Maggiore. Ufficio Storico. Relazioni. Rapporti finali sulla campagna del 1848 nell’Alta Italia, il capitano
                   Revel, comandante la 9ª batteria da battaglia al comandante l’Artiglieria all’armata- Torino, vol. III, Soc. Tip. della società editrice
                   laziale, Roma, 1910, p. 129.
               82  la voce del popolo. Italia libera, S.l. S.n. (Tip. Manini, Milano) 20 giugno 1848, p. 339.
               83  Genova Thaon di Revel, Dal 1847 al 1855, cit. p. 32. L’11 luglio era stata costituita l’Artiglieria lombarda la cui bandiera venne
                   benedetta nel corso di una funzione religiosa e per l’occasione fu composta questa epigrafe: «Sull’ara – del Dio che guida la vittoria –
                   il vessillo della lombarda Artiglieria – dono prezioso di donne italiane – in questo dì solenne – vien reso sacro ed inviolabile – perché
                   l’ardente lombarda gioventù – memore della virtù degli avi – consacri la vita in sua difesa». Cfr. Aldobrandino Malvezzi, cit., p. 290n.
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