Page 161 - Il Controllo del Territorio - da Federico II di Svevia all'Arma dei Carabinieri
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lia – ma lontanissimi dagli sfarzi sup-
               posti nell’immaginario collettivo, con
               l’immancabile codazzo di castellane
               bionde, trabocchetti e passaggi segreti
               sotterranei, camere di tortura, cinture
               di castità e ius primae noctis!
                  È estremamente probabile che la di-
               rigenza federiciana, di risaputa raziona-
               lità e d’inusitata solerzia, non disgiunte
               da una parsimoniosa amministrazione
               delle finanze, avesse già da tempo ela-
               borato per quel grandioso programma
               un modello base di castello, perfetta-
               mente calibrato alle precipue esigenze
               militari. Nessuna concessione all’adat-
               tamento ambientale, dal momento che
               quei castelli obbediscono a una loro
               logica tattica di cooperazione e non più
               allo sfruttamento tattico isolato del ter-
               reno. Più precisamente, nel modello di
               castello introdotto da Federico II

                  si nota, comunque, uno stile del tutto
                  unitario […] i castelli, in quell’epoca
                  sorgevano adeguandosi alle condizioni
                  naturali del terreno e assumevano, spes-
                  so, una particolare caratteristica dovuta proprio a tale stato di   Nella matrice architettonica poi di siffatti castelli per al-
                  cose; ciò non avvenne per le fabbriche imperiali che furono,   cuni studiosi è evidente l’influsso: «di quelli dell’Ordine dei
                  invece, rese il più possibilmente indipendenti dalla particolare   Cavalieri Teutonici in Prussia, che hanno tutti lo stesso im-
                  configurazione del terreno e, anche, quando i castelli furono   pianto, lo stesso stile, servendo agli stessi scopi di quelli del
                  impiantati su alture, si cercò sempre di preferire luoghi che   mezzogiorno d’Italia, e dipendenti dallo stato anch’essi». 2
                  permettessero di mantenersi fedeli al modello prestabilito. Si   Il criterio informatore della fortificazione su pianta qua-
                  ebbe un rinnovamento della morfologia dovuto, infatti, a un   drata con quattro torri ammorsate ai vertici e fuoriuscenti
                  progetto studiato in tutti i dettagli e dettato dalle esigenze per   dal filo delle cortine intermedie lo si è già intravisto fra i più
                  le quali contavano molto le esperienze fatte dall’imperatore   elaborati castelli normanni, per i quali si sono ipotizzati ap-
                  durante le crociate in Oriente […]. Questi castelli presentano   porti crociati. Nel caso di quelli federiciani, però, tale ripro-
                  nel loro impianto una regolarità matematica ed una chiarezza   posizione planimetrica, certamente vagliata e ponderata per
                  di linee rette con volumi che si articolano su pianta quadran-  fini meramente ostativi, cela qualcosa di più di una semplice
                  golare o rettangolare, con quattro ali munite di torri cilindri-  affinità casuale, o di una pedissequa imitazione. È coerente,
                  che o poligonali in corrispondenza degli angoli.     infatti, ravvisare alle spalle di quell’opzione il ruolo dell’Or-
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                                                                       ingegneri che, nell’accingersi a fondare i tanti conventi-fatto-

               1   L. SANTORO, Tipologia ed evoluzione dell’architettura militare in Cam-
               pania, in A.S.P.N., terza serie, vol. VII-VIII 1968-69, p. 116. Inoltre sul-  2   E. KANTOROWICZ, Federico II imperatore, Milano 1976, p. 108.
               la questione della matrice orientale A. CADEI, Architettura federiciana.
               La questione delle componenti islamiche, in Nel segno di Federico II,   Nella pagina a fianco: sopra, veduta aerea del forte romano di Qasr Ba-
               atti del IV Conv. Inter. di Studi della Fondazione Napoli Novantanove,   shir, in Giordania; sotto, bracere romano a forma di quadriburgo.
               Napoli 1989, pp. 143-158. E anche S. LANGÈ, Architettura della crociate   In alto: veduta aerea di una delle torri DCA di Berlin (Flakturm I -
               in Palestina, Como 1965, pp. 129-33.                    Berliner Zoo).



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