Page 193 - Il Controllo del Territorio - da Federico II di Svevia all'Arma dei Carabinieri
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ponente. Torri e cortine non dovevano differire in altezza:   testimoniano una bassa minaccia presunta. Dei quattro cor-
               quella che oggi sovrasta l’intera costruzione dallo spigolo   pi di fabbrica addossati al recinto, formanti al loro interno
               di levante è il risultato di una soprelevazione di pochi anni   l’anzidetta corte, soltanto uno è sopravvissuto, limitatamen-
               posteriore che conserva nella sua muratura, ben leggibile   te al piano della corte: una sala voltata a ogiva – di circa
               per forma e dimensioni, l’originaria merlatura lungo l’inte-  23 metri per 6,7 – sovrastante un analogo ambiente ipogeo
               ro perimetro. È costituita da merli rettangolari, larghi cir-  più basso, voltato a botte. Al di sopra, come le tracce sulle
               ca 1,30 metri, con intermerlo di pari ampiezza, a filo con   cortine confermano, un’identica sala sempre voltata a ogiva,
               l’estradosso delle cortine, riscontro cronologico rarissimo   di cui, però, sopravvive una breve sezione.
               poiché con l’avvento degli Angioini quel coronamento fu    In pianta, quindi, un castello quadrato di circa 27 metri
               sostituito con un altro similare in aggetto, sostenuto da   di lato con una corte quadrata di circa 12 metri di lato, con
               beccatelli e archetti; fra questo e le cortine una lunga teo-  ai vertici quattro torri quadrate di 9,5 metri di lato. Verti-
               ria di piombatoie.                                      calmente si componeva di due piani fuori terra, per un’al-
                  Scendendo in dettaglio, oltrepassato un portale gotico   tezza complessiva in origine pari a circa 15 metri al netto
               di bianco calcare locale a bugne piatte e chiave in granito   della merlatura, altezza conservata intatta solo dalle torri,
               scuro, dotato di un doppio sistema di serramenti, esterno   che mantengono immutata anche la compartimentazione
               a saracinesca – di cui permangono in ottime condizioni le   interna. In tutte, il sotterraneo risulta adibito a cisterna, a
               guide di scorrimento – e interno a due battenti – di cui re-  cui una tubatura sottotraccia in cotto convogliava le acque
               stano gli alloggiamenti dei cardini – si accede a una corte   piovane raccolte in copertura. Sempre nelle torri il piano
               un tempo quadrata. L'assenza di fossato e ponte levatoio an-
               tistanti la saracinesca e di una corte di sicurezza retrostante,   In alto: Veduta aerea zenitale del castello del Mattinale.



                                                               parte quinta - i castelli federiciani e il controllo del territorio      18 9
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