Page 177 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
L’11 ottobre Badoglio aveva incari-
cato l’ambasciatore d’Italia a Madrid,
Paolucci de Calboli, di comunicare al
suo omologo della Germania affin-
ché lo partecipasse al suo governo,
che, di fronte a quelli che erano gli atti
di guerra continui e intensificati da parte
delle forze armate tedesche contro gli
italiani, l’Italia dichiarava che si consi-
derava in guerra con la Germania dal-
le ore 15.00 (ora di Greenwich) del
giorno 13 ottobre, con la Germania.
Badoglio, l’11 ottobre, poteva co-
municare ad Eisenhower, quale
Comandante in capo delle Forze
Alleate, con vera gioia che il Re d’Ita-
lia aveva dichiarato guerra alla Ger-
mania. In una successiva lettera del
giorno dopo, di nuovo Badoglio si
rivolgeva ad Eisenhower per ripro-
porre la richiesta di concedere all’I-
talia la possibilità di dare un contri-
buto apprezzabile alle Forze Armate
angloamericane, con altre dettagliate
richieste di aiuti per rifornire le co-
stituende Forze italiane, reiterandole
in un messaggio del 14 ottobre .
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Non era stato molto facile conse-
gnare la dichiarazione di guerra alla
Germania perché Paolucci de Calboli
aveva cercato di attivare un incontro Il Giornale d’Italia del 27 luglio 1943, sequestrato dal nuovo Governo
finalizzato a quell’obiettivo con l’ambasciatore tedesco von Dieckov che, ovviamente istruito da Berlino,
aveva rifiutato di ricevere il rappresentante ufficiale di un governo che non era riconosciuto dal Reich, in
quanto ‘inesistente’. Paolucci de Calboli inviò allora il Consigliere dell’Ambasciata con una lettera nella quale
vi era la dichiarazione di guerra.
Il 17 ottobre 1943 da Brindisi, con un memorandum, il Vice Capo della Missione Militare Alleata, Taylor,
trasmetteva a Badoglio, un messaggio che aveva ricevuto da Paolucci de Calboli, il quale riferiva che il Con-
sigliere dell’Ambasciata, secondo gli ordini ricevuti, aveva consegnato, nelle mani dell’ambasciatore tedesco,
la nota che era stata da costui letta attentamente ma la cui accettazione era stata decisamente rifiutata. Il
Consigliere aveva, però, comunicato che comunque la notifica era stata fatta perché la missiva era stata letta
e quindi la missione aveva avuto esito .
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Lo stesso giorno, 17 ottobre, Taylor inviava ad Ambrosio un memorandum, conseguenza della dichiarazio-
ne di guerra alla Germania, nel quale esponeva quanto ricevuto dal Comandante in Capo Alleato riguardo
alla politica concernente l’impiego delle Forze Armate italiane, nel quale non si faceva menzione della Flotta
navale, dato che quell’impiego era già stato definito il giorno prima della firma dell’armistizio sigillato a
Malta, con un accordo tra De Courten e Cunningham (v. infra).
5 Ibidem, doc. n. 39 e 40, p.46-48, 14 ottobre 1943. In questo documento Badoglio dettagliava le richieste in campo militare, in
9 punti, per poter arrivare alla riorganizzazione delle Forze Armate italiane e del loro contributo al conflitto, e in campo politico,
2 punti.
6 Ibidem doc. n.45, p.56-57, 17 ottobre 1943.
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