Page 179 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
I sacrifici del Paese saranno compensati se ci saranno fatte condizioni di pace onorevole, ma mentre ci viene richiesto,
per lo scopo, di collaborare attivamente, non ci vengono per contro forniti né i mezzi né la maniera per tale collabora-
zione. Anche per questo non lasciate passare occasione per rappresentare la necessità di consentirci di prendere parte
più attiva alle operazioni belliche.
A margine di questo messaggio Castellano fece un’annotazione: È vera la mia affermazione, ma essa era anche in
relazione alla difesa di Roma e all’impiego della divisione paracadutisti che non fu accolto dal Comando Supremo .
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Intanto la Germania aveva richiesto ai governi del patto tripartito (Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione So-
vietica), e all’Ungheria di riconoscere il governo repubblicano di Mussolini entro il 27 settembre. Il governo
ungherese aveva rimandato la risposta e la Germania aveva esercitato su Budapest una forte pressione che
somigliava a un breve ultimatum, avendo anche minacciato l’Ungheria di farla occupare dalle truppe rume-
ne, slovacche e croate. In seguito a questo comportamento, il governo ungherese aveva deciso di ricono-
scere che il governo di Mussolini ‘esisteva’. La situazione quindi nei Balcani diveniva sempre più complessa
anche perché si stimava che dalle 19 alle 21 divisioni tedesche fossero dislocate nella zona, con elementi
tratti anche dal fronte russo .
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Mentre dal punto di vista della politica internazionale, la Germania sosteneva il governo ‘dell’alleato Mus-
solini’, sul territorio italiano la situazione era ormai molto difficile ma di fronte all’occupazione violenta dei
tedeschi e ai comportamenti dei fascisti, militari e civili avevano deciso per una resistenza molto forte.
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Questo fu il testo del comunicato di Badoglio alla popola-
zione italiana:
ITALIANI! - Con la dichiarazione fatta l’8
settembre u.s., il Governo da me presieduto, men-
tre annunciava la accettazione da parte del Co-
mandante in Capo delle Armate angloamericane
in Mediterraneo dell’armistizio da noi richiesto,
ordinava alle truppe italiane di rimanere con le
armi al piede, pronte a respingere qualsiasi ten-
tativo di violenza da qualsiasi parte venisse loro
fatta.
Con una simultaneità d’azione che evidentemente
palesò un ordine superiore da tempo impartito,
Badoglio legge la dichiarazione di guerra alla Germania con le truppe tedesche imposero ad alcuni reparti il
accanto il generale Maxwell Taylor. (Dominio pubblico) disarmo, mentre nella maggior parte dei casi pas-
sarono decisamente all’attacco. […]
ITALIANI! Non vi sarà pace in Italia finché un solo tedesco calcherà il vostro suolo. Noi dobbiamo, tutti compatti,
marciare avanti con i nostri amici degli Stati Uniti di America, della Gran Bretagna, della Russia e delle altre
Nazioni Unite. Nei Balcani, in Jugoslavia, in Albania, in Grecia, ovunque si trovino truppe italiane che sono state
testimoni di uguali atti di aggressione e di crudeltà, esse devono combattere fino all’ultimo contro i tedeschi. […]
ITALIANI! Vi informo che S.M. il Re mi ha dato l’incarico di notificare oggi 13 ottobre la dichiarazione di
guerra alla Germania.
(P. Badoglio, 13 ottobre 1943)
9 Ibidem, doc. n.55, 19 ottobre 1943 promemoria, p.66-67.
10 Ibidem, doc. n. 59, 24 ottobre 1943, p. 71-72.
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