Page 184 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 184
“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Tra le varie organizzazioni collegate
con il Fronte clandestino (spesso indi-
cato anche come centro militare), ve ne
era una nominata ‘Filippo’, importante
banda partigiana inserita nelle forma-
zioni clandestine afferenti al Fronte
Montezemolo.
Ne era il comandante Nicola Rebecchi,
alias ‘Filippo’, il quale, mentre teneva
il rapporto dei suoi gregari in una ca-
panna di Valle Aurelia, fu circondato
dalle SS e da elementi della PAI. Vi fu
un conflitto a fuoco, il Rebecchi riuscì a
fuggire e si nascose nelle grotte di Valle
Aurelia in aperta campagna. Consigliato
dallo stesso Caruso, lasciò la città per-
ché era ricercato attivamente dalle SS e,
come di consueto, anche con una taglia
sulla sua testa. I componenti della ‘Fi-
lippo’ erano tutti militari, salvo due civi-
li. Per chi conosce bene Roma è molto
interessante vedere i recapiti di questi
elementi, abitanti per lo più in città e in
zone residenziali, indicando chiaramen-
te come militari e civili facessero parte
della borghesia romana, alta e bassa,
che, comunque, negli anni precedenti
aveva aderito al fascismo e di cui ora
comprendeva l’approccio dittatoriale
negativo, e di lavoratori di vari settori.
Interessanti anche le molte testimo-
nianze relative ai vari commercianti che
Elenco delle ‘bande’ in Roma. Fondo Caruso. aiutarono dal punto di vista alimentare
ACCDBSD - Roma i componenti di questi gruppi clande-
stini (per patriottismo o più banalmente per danaro): erano quasi sempre negozi vicini alle varie abitazioni
e che quindi ben conoscevano chi aiutavano. Non bisogna peraltro dimenticare che vi furono anche molte
delazioni, traditrici, alle forze nazifasciste ma la stragrande parte della popolazione, almeno l’80%, aiutò
nella lotta clandestina, senza alcuna illusione verso un futuro fascista, ormai piuttosto nazifascista, e avendo
ben compreso che la guerra, nonostante il grande coraggio dei militari italiani, era perduta.
Da una dettagliata relazione del capo di questa banda ‘Filippo’, Nicola Rebecchi, possiamo comprendere
21
come erano, in linea di massima, organizzati questi gruppi clandestini e come vi fosse una collaborazione
stretta fra rappresentanti delle singole forze armate e i civili, nel comune obiettivo di resistere al tedesco. La
Banda ‘Filippo’, un ottimo esempio per comprendere quella resistenza clandestina.
In particolare la ’Filippo’ fu costituita anche perché il 13 settembre 1943 raggiunse Roma un maresciallo
radiotelegrafista, Giuseppe Baldanza, che, per un ordine espresso di Badoglio, doveva effettuare un collega-
mento radiotelegrafico tra Roma e Brindisi, organizzando anche con ufficiali, un servizio di informazioni per
cumento reperibile presso il Fondo Caruso, fascicolo 1463/49 e in 1770.9, ACCDBSD. Tra l’altro si nota anche che il Centro
Informazioni R era localizzato come recapito a Palazzo Baracchini a Roma, in Via XX Settembre, una delle sedi storiche del SIM.
21 ACCDBSD, Fondo Caruso, fascicolo 1463/49, Relazione conservata dal generale Caruso, che in quel periodo era continua-
mente a contatto, per motivi di servizio, con il Rebecchi.
180

