Page 180 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
2.2 I Fronti militari clandestini e Bande partigiane composte da militari e civili
ubito dopo la sorpresa della firma di un armistizio con gli angloamericani, mentre una parte dei
militari ritenne di poter tornare verso la propria casa nelle diverse regioni italiane, molti furono
coloro che si erano invece dati alla macchia, decidendo di unirsi in gruppi di Resistenza. Lo Stato
S Maggiore dell’Esercito da Brindisi dette a tutte le Grandi Unità, Corpi d’Armata, difese territoriali,
e al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali in Roma una serie di notevoli disposizioni anche
riguardanti le azioni di contrasto ai nazisti.
Molte notizie sulla Resistenza in tutto il territorio occupato dai tedeschi, si sono avute in modo indiretto
durante il processo a Kesselring a Venezia, dal febbraio al maggio 1947, quando l’Accusa contestò all’im-
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putato di aver condotto rappresaglie contro partigiani militari e civili, ripercorrendo alcuni degli avvenimenti
più importanti della Resistenza. Il Feldmaresciallo fu correttamente accusato, tra le varie condotte, anche
per la rappresaglia a Roma, alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944 .
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Altre notizie di dettaglio, molto interessanti, si trovano in un ingente gruppo di documenti italiani portati a
Berlino dalle forze tedesche e che, al momento dell’occupazione della capitale tedesca, furono raccolti dagli
angloamericani e sono consultabili attualmente negli archivi nazionali di Washington .
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Il 2 ottobre Graziani, al Teatro Adriano nel centro di Roma, aveva rivolto un duro appello agli ufficiali
dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, affinché tornassero nei ranghi per difendere il nuovo Stato
repubblicano. Ma la resistenza dei militari era già iniziata. Il 9 novembre il governo fascista richiamò alle
armi le classi 1924 e 1925, con scarso successo, perché molti disertarono quasi subito e si unirono ai centri
di resistenza clandestini o, anche, a quelli delle bande partigiane organizzate dai civili.
I Fronti militari clandestini furono quattro, tra di loro collegati, ai quali si aggregarono molte ‘bande’, spesso
con a capo militari.
Il Fronte Militare Clandestino di Resistenza a Roma (Montezemolo) e altri Fronti di Resistenza collegati
Il colonnello Cordero Lanza di Montezemolo era un uomo delle Istituzioni, fedele e militarmente professio-
nale: aveva accompagnato Mussolini nell’incontro di Feltre del 19 luglio precedente. Rientrato da quell’in-
contro italo-tedesco assolutamente negativo per il Duce, aveva accompagnato Ambrosio nella residenza del
Re a Villa Savoia, per fare ampia relazione sulla situazione dei rapporti con la Germania e della circostanza
che Mussolini non era riuscito a far comprendere a Hitler che l’Italia doveva ormai arrivare a un armistizio
con le forze angloamericane.
Dopo l’armistizio rimase poco tempo nell’incarico di Capo dell’Ufficio degli Affari Civili che gli aveva con-
ferito il generale Calvi e non volle prestare giuramento al nuovo governo della Repubblica Sociale Italiana.
Nel periodo dal 13 al 22 settembre Montezemolo aveva dato ordine alla Legione Lazio di Roma di rimanere
a disposizione del Comando della ‘città aperta di Roma’ e l’azione dell’Arma, prima della cattura e l’interna-
mento di molti di loro , fu limitata in quei giorni alla raccolta delle armi consegnate dai civili presso i vari
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commissariati di pubblica sicurezza e al mantenimento dell’ordine pubblico, nel tentativo di instaurare un
avvio di normalità, peraltro molto difficile, per la situazione di estrema tensione nella capitale .
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11 Richard Overy, Interrogatori. Come gli Alleati hanno scoperto la terribile verità del Terzo Reich, Milano, Mondadori, 2002 (prima edizione
in italiano).
12 V. sopra cap.1, 1.7.
13 V. NARA, Microfilm T821, roll 347, Collection of Italian Military Records, 1935-1943. Si tratta di moltissimi documenti, soprat-
tutto militari, razziati dalle truppe tedesche in molti depositi archivistici in varie regioni d’Italia, nel momento in cui il governo
italiano firmò la resa alle forze angloamericane nel settembre 1943. Questi documenti furono portati in Baviera, per essere in
seguito prelevati dalle forze americane nel 1946 e versati nell’Archivio Nazionale americano, prima nella sede di Washington e poi
in quella di College Park nel Maryland.
14 V. sopra cap.1, 1.7.
15 ACCDBSD, fascicolo 128.1, Relazione del colonnello Luigi Bertarelli, Comandante della Legione Lazio sulle vicende della
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