Page 176 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           Era noto che il Re ritardava questo passo ufficiale perché, pur sapendo che gli Alleati ne erano molto inte-
           ressati, sperava di ottenere delle contropartite per essere autorizzato alla ricostruzione dell’Esercito italiano.
           Molti studiosi sostengono che la riluttanza del Re a compiere un atto ufficiale di questa portata era anche ap-
           poggiata da Ambrosio, perché ben sapeva quali potessero essere le reazioni ancora più violente delle truppe
           tedesche che occupavano la metà del territorio italiano. Sulla questione dell’alleanza, la situazione era molto
           più difficile, perché il Re di Gran Bretagna Giorgio VI, aveva risposto a una lettera di Vittorio Emanuele III,
           il 4 ottobre, tra l’altro, con una frase molto chiara e netta:

                       I must make it clear that while my Government are prepared to deal with Your Majesty’s Government on a de facto
                       basis in regard to questions arising out of  the execution of  the Armistice and the expulsion of  the German invader
                       from Italian soil, there is no question of  recognizing your Majesty’s Government as our ally. Nor will this provisional
                       arrangement be allowed by my Government to restrict in any way the free choice by the Italian people after the war of
                       the form of  democratic Government which they prefer….. 3
           E così fu fino alla fine del conflitto ma almeno l’Italia fu autorizzata in qualche modo a riorganizzare le
           proprie Forze Armate. Molto interessante l’accenno, regalmente diplomatico ma netto, di Londra, con la
                                                                  firma del monarca britannico, con la percezione
                                                                  dell’influenza del Primo Ministro Churchill, su
                                                                  un possibile cambio istituzionale in Italia.
                                                                  Era evidente che ormai doveva essere chiarito
                                                                  l’atteggiamento del governo italiano di Brindisi
                                                                  di fronte alla Germania.
                                                                  Il 10 ottobre 1943 Ambrosio scriveva, a sua vol-
                                                                  ta ad Acquarone, come parte finale di un lungo
                                                                  messaggio, lamentando che la data dell’armisti-
                                                                  zio era stata anticipata senza alcun riguardo a
                                                                  quella che era, al momento, la situazione italia-
                                                                  na, generando una crisi gravissima in Italia e nei
                                                                  Balcani e quindi occorreva assolutamente evitare
                                                                  che si ripetesse una situazione del genere, senza
                                                                  una contropartita… la cobelligeranza dovrebbe essere
                                                                  oculatamente negoziata. Poiché peraltro gli angloameri-
                                                                  cani non entreranno certamente in discussioni politiche,
                                                                  e neppure negozieranno compensi a fine guerra, si deve
                                                                  almeno ottenere che ci mettano in grado di realmente
                                                                  combattere, per non fare una dichiarazione platonica che
                                                                  servirebbe solo ai loro fini politici. E quindi debbono
                                                                  portarci in continente le divisioni dalla Sardegna-Corsi-
                                                                  ca (queste ultime complete) e fornire i mezzi per mettere
                                                                  in efficienza altre divisioni .
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                                                                  La dichiarazione di guerra comportò in qualche
                                                                  modo  che  l’Italia  potesse  essere  riconosciuta
                                                                  come un paese cobelligerante con Stati Uniti e
                                                                  Gran Bretagna e Unione Sovietica, che rappre-
           Il Corriere della Sera del 29 settembre 1943
                                                                  sentavano le Nazioni Unite. Fu diramato un co-
           municato congiunto nel quale si affermò che i governi della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica
           riconoscono la posizione del governo italiano come stata delineata dal maresciallo Badoglio e accettano l’attiva collaborazione
           della Nazione e delle Forze Armate italiane come cobelligeranti nella guerra contro la Germania.



           atto Sua Maestà il Re si oppone sino a che non saremo a Roma) ci veniamo a trovare in una situazione assai delicata rispetto agli altri…
           3   Ibidem, doc. n.29, p.38-39.
           4   DDI, Decima Serie vol. I, cit., doc. n.34, p.42-43, 10 ottobre 1943.

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