Page 171 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO



           un diplomatico catturato, appartenente al Fronte Militare Clandestino: sforzi senza successo. Il 27 marzo la
           BBC diffondeva la notizia dell’attentato e della rappresaglia, in Europa. Solo il 10 aprile 1944 i familiari delle
           persone uccise ricevevano una comunicazione, peraltro solo in lingua tedesca, dell’avvenuta esecuzione dei
           loro congiunti. Il 4 giugno 1944 mentre gli angloamericani stavano entrando in Roma, i tedeschi in località
           La Storta, periferia di Roma, fecero un’altra strage e tra le vittime vi fu il sindacalista antifascista Bruno
           Buozzi, molto temuto dal fascismo.
           Tra i 335 giustiziati vi erano 154 persone, a disposizione dell’Aussenkommando; 23 in attesa di giudizio presso
           il tribunale militare tedesco; 16 persone già condannate; 75 appartenenti alla comunità ebraica romana, 40
           a disposizione della questura per motivi politici,10 fermati per motivi di pubblica sicurezza, 10 arrestati nei
           pressi di via Rasella, una persona già assolta dal tribunale militare tedesco e altri 12 ignoti, dei quali recente-
           mente si è avuto il nome e il riconoscimento della salma.
           Antifascisti, ebrei vittime della Shoah, studenti, operai…gente comune: avvocati, professori di liceo come
           Pilo Albertelli, professore di filosofia e partigiano combattente e molti altri, commercianti e resistenti; sa-
           cerdoti. Tanti furono coloro che pagarono, anche se non erano stati partigiani, ma solamente perché vicini
           ai partiti politici e antifascisti; il più giovane era nato nel 1929 e faceva il falegname.
           Furono 67 i rappresentanti di tutte le Armi giustiziati quel giorno nelle cave della Via Ardeatina, come
           Cordero di Montezemolo, Talamo, molti dei quali avevano aderito al Fronte Militare Clandestino in Roma,
           appartenenti all’Arma dei Carabinieri, alla Fanteria, Artiglieria, Cavalleria, alla Regia Aeronautica.
           Leggendo quale fosse il lavoro svolto da coloro che furono uccisi si comprende come in realtà l’ostilità
           contro i tedeschi e la resistenza, militare e civile, pagata con la vita, fosse molto più diffusa di quello che si
           potesse pensare in quel momento storico e soprattutto era radicata in ogni classe sociale. Ma i nazisti non
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           lo compresero .
           Si legge nella Relazione della Commissione Storica italo-tedesca insediata nel 2012:
                       Le azioni più spettacolari nelle città furono rappresentate dagli attentati organizzati dai gruppi di guerriglia an-
                       tifascista (Gruppi di Azione Patriottica e Squadre di Azione Patriottica) allo scopo di dimostrare la forza della
                       Resistenza e di mobilitare strati sempre più ampi della popolazione contro il regime d’occupazione. Tra queste azioni,
                       la più gravida di conseguenze fu l’attentato dinamitardo contro una compagnia di polizia d’ordinanza del reggimento
                       “Bozen” in via Rasella a Roma, mediante il quale si voleva soprattutto contrastare il dominio dei tedeschi sulla
                       capitale italiana, dove, nell’ottobre del 1943 erano stati rastrellati più di mille ebrei destinati alla deportazione.
                       Gli occupanti tedeschi, senza esitare, ricorsero allora a una ‘misura punitiva’ brutale: sotto il comando del tenente
                       colonnello delle SS [Obersturmbannführer] Herbert Kappler, 335 civili e militari vennero presi come ‘ostaggi’
                       (nella dicitura nazionalsocialista) e uccisi alle Fosse Ardeatine... L’avversione e il malumore nei confronti dei tedeschi
                       che tenevano occupata l’Italia e venivano considerati responsabili del perdurare della guerra e della paura perdurante,
                       determinarono l’atteggiamento nei loro confronti di gran parte della popolazione italiana ad eccezione, naturalmente,
                       della minoranza di convinti fascisti attivi al loro fianco…. 245
           Non sono necessarie altre parole.













           244   Gli studi storici e le ricerche su questo fatto tragico sono ormai moltissimi. Si segnala il volume I Martiri Militari Alle Fosse
           Ardeatine - 24 Marzo 1944, a cura di Franco Mari, per ANCFARGL, Roma, Nadir Media, s.d. In questo volume si può conoscere la
           storia di tutti i giustiziati con un imponente corredo di documenti d’archivio sui singoli Caduti e foto. V. anche Le Fosse Ardeatine,
           edizioni ANFIM (Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri Caduti per La Libertà della Patria), 2019, con foto e nomi di
           tutti i giustiziati e la riproduzione di alcuni documenti che li riguardano come, ad esempio, i falsi lasciapassare.
           245   Rapporto della Commissione Storica italo-tedesca insediata dai Ministri degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e della Repubblica Federale
           di Germania, il 28 marzo 2009, pubblicato nel luglio 2012, p.110-11, sul sito https://anei.it/wp-content/uploads/2022/10/rap-
           porto-commissione-italo-tedesca-1.pdf

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