Page 168 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
che Mussolini spinse e approvò una campagna giornalistica contro gli ebrei, anche per motivi di allineamen-
to in politica internazionale, avviata dal nazismo. Verso la fine del 1936 iniziarono i veri problemi anche
perché l’Italia si era politicamente legata alla Germania. Ai primi del 1937 fu pubblicato un libro di Paolo
Orano, molto vicino al Duce, Gli ebrei in Italia 238 , che riprendeva chiaramente il nuovo orientamento di Mus-
solini, ormai divenuto antiebraico. La reazione a questo libro fu molto contraria da parte di molti storici e
artisti. Mussolini aveva iniziato a parlare di razza, esattamente come se ne parlava in Germania, tanto che il
14 luglio 1938 fece pubblicare il manifesto del razzismo italiano.
Fu molto pericoloso, questo manifesto, perché in realtà dimostrava che il fascismo si era allineato al nazismo,
nel sottolineare l’esistenza di una pura razza italiana alla quale ovviamente non appartenevano gli Ebrei.
Si arrivò così al 6 ottobre 1938 quando il Gran Consiglio del Fascismo deliberò una dichiarazione program-
matica nella quale si contestava agli ebrei non più tanto l’origine della razza quanto il loro atteggiamento
politico verso il fascismo; motivazione per la quale la lotta contro esponenti e componenti della comunità
ebraica veniva focalizzata su base politica più che su quella razziale, che comunque rimaneva.
Vi furono successivi decreti, tutti intesi a rendere sempre più difficile la situazione delle comunità ebraiche in
Italia. Con il Regio Decreto del 5 settembre 1938 n.1531, fu disposto che gli ebrei stranieri, ai quali era stata
concessa la cittadinanza italiana, dopo il 1º gennaio 1919, perdevano questo status ed erano obbligati, entro
sei mesi dalla data del decreto, a lasciare quindi l’Italia, e non solo, ma anche la Libia e le isole del Dodecaneso,
con l’eccezione di coloro che avessero compiuto i 65 anni di età o se il coniuge fosse stato italiano da antica
data. Una decisione che colpiva circa 6.000 Ebrei.
Vi furono altri provvedimenti significativi nel 1938, quali
quelli del 15 novembre e del 22 dicembre, una Circolare
del Ministro dell’Interno, un altro decreto del 17 novem-
bre: con tutti questi decreti, a mano a mano, si impediva
ai componenti delle comunità ebraiche di fare il servizio
militare e chi era già militare doveva essere allontanato, con
depauperamento dell’organizzazione militare che perdeva,
in questo modo, molto spesso elementi professionalmente
preparati e seri, i quali andarono ad aumentare le fila della
Resistenza, se riuscivano a non essere catturati e deportati.
Un membro della comunità ebraica non poteva fare par-
te di qualsiasi amministrazione statale o controllata dallo
Stato, non poteva essere proprietario o amministratore
di aziende che avessero più di 100 persone o che si occu-
passero di produzione di materiale atto alla difesa dello
Stato; una serie di gravi limitazioni alla vita normale di un
cittadino e alla proprietà privata dei singoli. I matrimoni
tra cittadini ebrei e cattolici fino al 1938 furono accettati,
ma dopo questa data non furono più autorizzati e chi
aveva un cognome che poteva essere stato incluso nella
lista di quelli di origine ebraica, per dimostrare di non
appartenere più a quella origine, doveva presentare il cer-
tificato di battesimo di un bisnonno o, ancora meglio, di
La copertina di un volume d’epoca.
Biblioteca privata Pasqualini un trisnonno.
Cominciò una persecuzione di carattere strettamente po-
litico e ideologico: infatti, il 29 giugno 1939 fu stabilito che gli ebrei non potevano esercitare la professione
di notaio o giornalista. Il 13 luglio 1939 fu autorizzata quella che venne chiamata la ‘arianizzazione’ degli
ebrei, con un documento dato a coloro che rinnegavano in realtà la propria origine e la propria religione .
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238 Casa editrice Pinciana, Roma, 1937, prima edizione.
239 Tito Staderini (regio notaro), Difesa della razza. Raccolta completa dei provvedimenti legislativi e ministeriali coordinati ed annotati, Casa
Editrice Carlo Colombo, Tipografia della Camera dei Deputati, Roma 1940.
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