Page 239 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
2.4 Gli alleati autorizzano. Si ricostituisce l’Esercito italiano: il Primo Raggruppamento
Motorizzato. Il Corpo Italiano di Liberazione (CIL). I Gruppi di combattimento. Le
truppe per la sicurezza interna e le ausiliarie 107
primi sei-sette mesi del 1943, gli angloamericani, soprattutto gli inglesi, non erano stati molto fa-
vorevoli alla ricostituzione di un esercito italiano per una eventuale parte attiva nel conflitto. La
situazione stava già cambiando se il 1° settembre, ad Algeri, Eisenhower scriveva a George Marshall,
I Capo di Stato Maggiore delle truppe americane, che il massimo, nel quadro della situazione italiana
del momento, da prevedersi da una decisione governativa ad alto livello, era quella di influenzare alcune
componenti delle Forze Armate italiane ad agire in favore dei ‘nuovi’ alleati .
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Lo si può considerare un implicito riconoscimento di una certa valenza delle truppe dei ‘vinti’, se ancora
solo un mese prima, in agosto, nella conferenza di Québec, il memorandum relativo all’Italia dichiarava che
le condizioni di armistizio non contemplavano ‘l’assistenza attiva dell’Italia nel combattere i tedeschi’. Da
notare che nel preambolo dell’armistizio firmato a Malta, vi era ancora la frase:
The following together with the terms of the Armistice of September 3rd, 1943, are the terms on which the United
States and United Kingdom Governments acting on behalf of the United Nations are prepared to suspend hostilities
against Italy so long as their military operations against Germany and her Allies are not obstructed and Italy does
not assist these Powers in any way and complies with the requirements of these governments…
I termini dell’armistizio erano stati a lungo dibattuti e accettati nel mese di agosto precedente e anche se, so-
prattutto gli americani, iniziavano a comprendere quanto fosse importante per le truppe americane e britan-
niche avere un aiuto locale, fu deciso di non cambiare il testo precedentemente concordato anche con Stalin.
Non si preannunciava facile la collaborazione con le truppe alleate se Ambrosio riteneva di dover inviare
al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica una circolare, raccomandando che,
in contatto con Unità inglesi, i comandanti di quelle italiane prendessero gli accordi per avere un piano di
attiva collaborazione, cercando di non insistere troppo su quelli che erano i reali problemi delle Forze Armate,
dopo tre anni di guerra .
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Tra il settembre e il dicembre 1943 era necessario poter riprendere organicamente una lotta armata contro
l’occupante, convincendo sempre di più gli Alleati, che avrebbero avuto bisogno, per poter sconfiggere la
Germania, da sempre il loro primo obiettivo strategico e tattico, anche di un appoggio professionale nei
combattimenti dato da Forze Armate italiane, ricostituite e riorganizzate in modo organico.
Leggendo infatti i documenti di Londra e Washington, tra gennaio e settembre-ottobre 1943 si può notare
come l’atteggiamento di Stati Uniti e Gran Bretagna fosse, anche se molto lentamente, cambiato nei confronti
dell’Italia, territorio nemico, che doveva firmare una resa incondizionata, ma che in seguito poteva essere un
buon “cobelligerante” per liberare il proprio territorio dall’occupazione nazi-fascista e agevolare gli Alleati nel-
la loro risalita della penisola, stringendo in una tenaglia Hitler e le sue truppe, sbarcando in Normandia (Opera-
zione Overlord). Dalla intensa corrispondenza tra Eden, Churchill e Roosevelt si può notare quali ostacoli fosse-
ro posti all’Italia, nonostante la resa incondizionata, in forniture di equipaggiamento, mezzi e armi. I britannici
erano comunque quelli che meno sembravano disponibili a un’attiva cobelligeranza italiana, anche se avevano
fiducia in Messe, che riuscì a far accettare con molte difficoltà la costituzione di un reparto ‘cobelligerante’.
Tra la firma dell’armistizio ‘corto’ del 3 settembre e di quello di Malta del 29 settembre, si era concretata
una ipotesi che era stata valutata solo come eventualità: Mussolini era stato liberato il 12 settembre 1943 e
107 V. La riscossa dell’Esercito. Il primo raggruppamento motorizzato. Monte Lungo. Atti del convegno di studi a Cassino 6-7 dicembre
1993, Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di Liberazione, ANCFARGL, Roma 1994; v. anche il volume L’Esercito italiano
dall’armistizio… cit. sopra.
108 FRUS, Conferences at Washington and Quebec, 1943, p. 1260, Algiers 1° September 1943, The Commander in Chief, Allied Force
Headquarters (Eisenhower) to the Chief of Staff (United States Army (Marshall): Italy is in fact an occupied country and its government has no
freedom of independent action. The most that could be expected from any governmental decision would be the influence [on] certain portions of the Italian
armed forces to act in our favor and possibly to inspire something in the order of a general strike…
109 AUSSME, Circolare N.1104/CS/4 del 14 settembre 1943.
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