Page 244 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
registrare la perdita di 500 uomini fra morti, feriti e dispersi. In seguito a questi due attacchi il Raggruppa-
mento fu inviato in riserva nelle retrovie, per una normale alternanza dopo simili combattimenti.
Era la prima volta che truppe italiane e angloamericane combattevano insieme. Le italiane riuscirono a far
comprendere ai colleghi d’oltre oceano e d’oltre Manica, che il loro apporto attivo costituiva, in combatti-
mento, un importante aiuto alle truppe alleate per sconfiggere la Germania nazista.
Il generale Mark Clark, Comandante della 5ª Armata così si espresse per quello che le nostre truppe avevano
fatto in un telegramma:
to First Italian Mixed Group from Clark Fivearmy. I desire to congratulate officers and men of your command on
the success achieved in their attack to Montelungo and Hill Two Five Three yesterday. This action demonstrates a
determination on the part of Italian soldiers to free their country from German domination which may well serve as
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an example to the oppressed people of Europe.
Da quel momento in poi cambiò, anche se in modo non ancora decisivo, l’approccio degli Alleati verso lo
sforzo italiano nel respingere il nemico comune oltre confine e sconfiggerlo in modo definitivo.
In una riunione del 20 dicembre, tenuta a Santo Spirito (Bari), presso la sede del Comando del XV Gruppo
di Armate, alla presenza dei generali americani Eisenhower, Alexander, Smith, Richardson, Joyce (Presidente
della Commissione Alleata di Controllo), Taylor, Robertson e da parte italiana Badoglio, Messe e alcuni loro
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stretti collaboratori, si trattò in primo luogo della fiducia che gli angloamericani dovevano avere nelle truppe italiane.
In realtà la parte americana elogiò il comportamento del Raggruppamento Motorizzato e riconobbe che gli
italiani sarebbero tornati a combattere come nel passato, e, quindi, come si legge nell’interessante processo
verbale della riunione tenuta quel pomeriggio, fu accettata come questione di principio, da parte degli Alleati l’idea
che l’Italia dovesse avere la possibilità di partecipare ampiamente alle operazioni di combattimento - notevole
cambiamento di prospettiva rispetto al 18 ottobre precedente -, autorizzando, secondo le richieste di Messe,
la costituzione della Divisione Legnano ai primi del gennaio 1944 e, finalmente, fu anche data l’autorizzazione
a poter disporre delle risorse per quello che riguardava l’armamento e l’equipaggiamento delle Unità italiane.
In realtà non fu poi possibile costituire la Legnano per una serie di ragioni, soprattutto perché gli Alleati, secon-
do Cadorna, non fornirono
i mezzi per trasportare dalla
Sardegna tutto ciò che oc-
correva all’approntamento
della divisione; non auto-
rizzarono un trasferimento
dalla Sicilia di vestiario e
munizioni occorrenti.
Lo Stato Maggiore dell’E-
sercito aveva, tra il 17 ot-
tobre e il 19 ottobre, con-
siderato che gli Alleati
avrebbero autorizzato il
diritto di avere 10 divisioni,
delle quali almeno tre per
la sicurezza del territorio a
sud della linea Pisa-Rimi-
ni, avendo comunque ri-
organizzato le 10 divisioni
Zona di Montelungo - Cassino durante un combattimento. AUSSME - Roma in otto ‘mobili’ e due con
122 L’esercito italiano dall’armistizio..., cit., p.107, testo tratto dalla foto del telegramma di Clark.
123 Relazione Cadorna, cit., p. 17. Alla fine del resoconto della riunione, vi sono le seguenti notazioni: “Impressioni complessive: animati
da maggior comprensione sono apparsi i generali Eisenhower e Smith; quest’ultimo è quello che in sostanza ha trattato i problemi relativi alla parte ita-
liana. Il generale Alexander è sembrato un po’ meno accessibile, per quanto, una volta assicurato che saranno soddisfatte alcune sue particolari richieste,
si sia associato le conclusioni, sia pure con un certo sforzo.”
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